"Gli scioperi alla Scala sono già costati quasi due milioni di euro"

L’assessore Buscemi: "Pronto un emendamento ad hoc per il teatro. Le proteste? Da irresponsabili"

"Gli scioperi alla Scala 
sono già costati quasi 
due milioni di euro"

"Questa operazione ci è costata 1,6 milioni di euro. Ma il danno d’immagine, quello che si crea alla visibilità in tutto il mondo, è incommensurabile". Massimo Buscemi è assessore alla cultura della Regione Lombardia. Sono settimane ormai che sta seguendo la vicenda del Piermarini, le contestazioni, gli scioperi e il decreto Bondi sulle fondazioni liriche, diventato legge una decina di giorni fa. Insiste sui numeri, certo. Sulle perdite economiche che la battaglia portata avanti dai lavoratori ha causato e lancia il suo appello perché ci si metta un punto e si cerchi di far tornare tutti alla responsabilità che hanno sempre dimostrato di avere in questi anni. Anche perché c’è un lavoro dietro importante. Politico innanzitutto. "All’articolo 1 del decreto Bondi è stato inserito un emendamento in cui si dà delega al governo perché regolamenti ad hoc e quindi dia più autonomia alle fondazioni con un bilancio in pareggio. Il capo di gabinetto del Ministero e il suo staff lo stanno già scrivendo". Quello che in gergo, è stato ribattezzato ormai come emendamento "Scala" in buona sostanza, fatto apposta per il Piermarini dal momento che è uno dei pochi teatri, se non l’unico in Italia, ad avere un bilancio coperto per il 60 per cento da fondi privati. Requisito questo che gli consente di accedere a tutta una serie di tutele, a partire da una maggiore autonomia. Non solo, continua Buscemi. "Dà più possibilità di assunzioni e garanzie di contratti a tempo indeterminato. Anche per le stagionalità, il Piermarini ha la facoltà di attingere personale dall’esterno". Il ministero, sottolinea l’assessore, ha dato disponibilità da ieri ad incontrare tutti i presidenti delle fondazioni liriche italiane e quindi anche Sthepane Lissner "per concordare un percorso che garantisca serenità alle fondazioni". La pianta dell’organico scaligero prevede ottocento dipendenti più un quindici per cento di stagionali. "È un numero importante, difficile pensare che siano sott’organico. L’emendamento "Scala" è stato proposto da Bruno Ermolli, vice presidente della Fondazione Scala, e sponsorizzato da me a Roma - aggiunge l’assessore del Pirellone -. Mi sembra curioso come sia possibile che di fronte a questo lavoro politico importante che favorisce il Piermarini ci siano otto rappresentazioni che saltano". Irresponsabile, sbotta Buscemi che torna sul buco economico delle proteste e incalza. "Ma come, il decreto è stato approvato e continuiamo a scioperare? Chi ci mette questo milione e seicento euro? Di certo non la Regione e nemmeno la Fondazione. È una cosa che si ritorce contro i lavoratori e contro l’immagine della Scala in tutto il mondo se si va avanti con gli scioperi". Perché quando un turista viene a Milano, la prima cosa che associa alla città, dopo il Duomo, è il tempio della musica. Intanto oggi scade l’ultimatum che la direzione ha dato alle sigle sindacali per decidere il destino della tournée a Buenos Aires. Ci sono tempi tecnici da rispettare, e alle 19 di oggi il teatro dovrà dare una risposta all’Argentina. Ma è proprio la scadenza che Fiasl e Cgil non sono disposte ad accettare e rifiutano, dando la loro disponibilità ad incontrare il sindaco Moratti da subito, senza aspettare il 21. "Non capiamo le ragioni dell’impellenza - scrivono in un comunicato - visto che la trasferta sarà solo a fine agosto e in altri casi c’è stato spazio (e tempo) ben maggiore per le trattative".

E stamani i coristi che l’altro giorno hanno consegnato una lettera diffidando l’azienda, Fials e Cgil dal far saltare la tournée a Buenos Aires a loro nome, faranno un sit-in di protesta davanti alla Sovrintendenza per far valere le loro ragioni.

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