Benitez e i fantasmi È già sfida da brividi ma solo per il Milan

Il tecnico della beffa di Istanbul a San Siro da capolista. "Conta chi vince alla fine. E chiederò consigli al... cuscino"

Benitez e i fantasmi È già sfida da brividi ma solo per il Milan

Togliete il cuscino a Benitez: pare sia la sua lampada dalla fiammella illuminante. Lo ha raccontato l'interessato: «Vedremo stanotte cosa mi dirà il cuscino, poi deciderò la formazione». Ma togliete il cuscino anche ad Allegri, così smetterà di dormire quando c'è da farsi venire un'idea. Milan-Napoli torna ad essere il bello del calcio: goduta ai tempi di Maradona, dimenticata negli anni della lunga penitenza napoletana. Forse non è un caso che il Napoli abbia ancora in panchina un allenatore che comincia per “B“ come furono Bianchi e Bigon. Cabala e scaramanzia hanno un valore. Magari pure per il Milan, che si ritrova ad affrontare il più diabolico degli allenatori fra quanti lo hanno fatto dannare. Resterà indimenticabile, un torrentello di delusione difficilmente prosciugabile, la rimonta del Liverpool nella finale di Champions league 2005, anche se i due successivi incontri ravvicinati hanno medicato qualche ferita: il Milan sconfisse il Liverpool nella finale Champions 2007, eppoi tre anni fa (novembre 2010) Ibra inchiodò Benitez e l'Inter con un rigore.

Sarà bene che il Milan ricordi tutto questo, perchè oggi le parti sono invertite: il diabolico Benitez conduce allegramente questo Napoli della rinascita mentre il Milan, diabolico per dna, non riesce a scostarsi dalle botte della mediocrità. Oggi guida il Napoli e il Milan insegue a lingua fuori. Non è ancora il tempo per decifrare il campionato di due squadre, ma certo per delimitare qualche confine. Sfide nelle sfide: Benitez professore di calcio, ed ora anche di calcio spettacolare, contro Allegri il miglior cultore del risultato senza badare allo spettacolo. Il calcio d'orchestra del Napoli contro l'avventurismo milanista. Il Napoli che va a cento all'ora contro il Milan lumacone. L'ultimo trio meraviglia (Higuain-Insigne-Hamsik) contro il solista al comando (Balotelli). La sfida dei goleador: Higuain contro Balotelli. «Attaccanti di grandissimo livello, ma decideranno le squadre, non i singoli», dice Rafa senza grande fantasia. C'è solo l'imbarazzo della scelta per qualificare una partita che chiede uno squillo al Milan e un altro rullar di tamburi al Napoli.

Il Milan non può digerire un “meno otto“ in classifica, Benitez ha occhio su altri problemi. Certo la classifica, ma non basta. Rafa lo ha spiegato così: «Dobbiamo mostrare lo stesso carattere visto con il Dortmund. Vincere nel modo in cui lo abbiamo fatto è un messaggio, segnale importante. Abbiamo una mentalità offensiva con giocatori che fanno la differenza. Ma dobbiamo rimanere con i piedi per terra, dobbiamo ancora migliorare. Ottenere tre punti a Milano sarebbe una conferma. Anche se comunque si vince alla fine».
É anche vero che sono ben 27 anni che il Napoli non vince a Milano e per Benitez rischia di essere una partita diversa: «Una sfida speciale perché contro di loro ho giocato due finali di Champions e un derby».

Il vecchio Rafa conosce l'essenza del calcio e i suoi trabocchetti. Il Milan non può esser così brutto come sembra, il Napoli sta camminando troppo forte. Vincere all'inizio non conta: lo ha detto anche ieri, come lo avrà ripetuto nell'intervallo di quel Milan-Liverpool.

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