Il momento nero della Francia: cosa sta succedendo nello sport d'Oltralpe

La Nazionale di Deschamps travolta dalle critiche dopo la clamorosa eliminazione ai rigori con la Svizzera. Mentre il Tour incassa un'altra figuraccia con la protesta dei corridori per la scarsa sicurezza. Tempi duri per la grandeur transalpina

Il momento nero della Francia: cosa sta succedendo nello sport d'Oltralpe

Tempi duri per i consueti punti di riferimento dei cugini francesi. Se un piccolo terremoto ha scosso la politica transalpina, con la batoste incassate alle Regionali dello scorso fine settimana dal presidente Emmanuel Macron e da Marine Le Pen, non si può certo dire che lo sport abbia restituito certezze a Parigi e dintorni. Il tonfo della Nazionale di Didier Deschamps, clamorosamente eliminata agli ottavi di Euro 2020 dalla stessa Svizzera di cui l'Italia si era sbarazzata con un agevole 3-0, si candida sin da ora a essere uno dei più grandi flop dell'annata sportiva. E il tradizionale rifugio dei francesi, quel Tour de France da sempre ambasciatore della grandeur tricolore, sembra essersi improvvisamente rivelato più fragile del previsto, per via delle rovinose cadute in serie che hanno sfregiato la corsa durante le prime tappe, con gli organizzatori finiti inevitabilmente sotto accusa per via della scelta dei percorsi.

A terra sono finiti alcuni tra i super favoriti, come Primoz Roglic e Geraint Thomas, ma anche le ruote veloci di Caleb Ewan, costretto anzitempo al ritiro, e Peter Sagan. E così, all'alba del quarto giorno, i corridori, non senza qualche incrinatura interna al plotone, hanno inscenato una protesta che suona come un'onta per la solitamente irreprensibile organizzzazione della Grande Boucle. Dopo pochi chilometri è stato il tedesco André Greipel a “ordinare” lo stop ai colleghi, molti dei quali scettici sull'opportunità di fermarsi a bordo strada per una protesta trasmessa in mondovisione allo scopo di reclamare maggior sicurezza per i ciclisti lungo il tracciato. Curiosamente, tra i più perplessi sull'opportunità di incrociare le braccia anche solo per qualche minuto Julian Alaphilippe, prima maglia gialla e simbolo dell'intero movimento ciclistico francese, nonché tra i più celebrati volti sportivi dell'intero Paese negli ultimi anni.

La regia non ha indugiato granché sulla, a dire il vero, piuttosto breve sommossa del gruppo, che tuttavia non si vedeva sulle strade del Tour dalla barricate del 1998, anno cui Marco Pantani salvò letteralmente la Grande Boucle travolta dall'affaire Festina. Non c'è pace, insomma, per i tifosi francesi, intenti chissà, a godersi una tappa senza troppi scossoni nel tentativo di dimenticare il drammatico epilogo della sfida di Bucarest con la Svizzera.

L'errore di Kylian Mbappé ha letteralmente invaso le pagine dei giornali all'indomani della sconfitta più imprevedibile dell'intero torneo, per quella che era da considerarsi, alla vigilia dell'Europeo, la favorita indiscussa alla vittoria finale. Sul banco degli imputati, ora, ci sono proprio l'attaccante del Paris Saint-Gerrmain, protagonista di un torneo che suona eufemistico definire sotto tono e Deschamps, la cui panchina inizia pesantemente a scricchiolare, malgrado le garanzie offerte da un contratto in scadenza al termine del Mondiale di Qatar che andrà in scena nell'inverno 2022.

Una sola vittoria, peraltro di misura contro la Germania, seguita da tre pareggi e dal conseguente ko con la Svizzera ai rigori, potrebbero aprire la strada all'approdo sulla panchina dei Bleus di Zinedine Zidane. Chiamato, ancora una volta, a risollevare il morale di un popolo col morale sotto i tacchi.

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