Il patron De Laurentiis a un bivio braccio di ferro o cessione in estate

Le quattro giornate inflitte a Gonzalo Higuain hanno un peso enorme sul futuro dell'argentino con contratto in scadenza a giugno 2018, a prescindere dall'esito del ricorso e di questa stagione. Aurelio De Laurentiis a metà marzo ha proposto al centravanti un rinnovo del contratto fino giugno 2020 con ritocco dell'attuale ingaggio di 5,5 milioni a stagione. In realtà l'argentino ne guadagna 4,2 esclusi i premi. De Laurentiis si è impegnato a portare l'ingaggio a 7,5 milioni a fronte di una aumento della clausola rescissoria di 96 milioni. Sembrava che l'offerta fosse gradita a Higuain ma dopo un silenzio iniziale da parte dei suoi tutor, il padre e il fratello, il presidente del Napoli ha ricevuto segnali in senso opposto. Da Monaco e da Manchester pare siano arrivate offerte superiori a quella di De Laurentiis, fino a 10 milioni a stagione con impegno triennale. A due soli mesi dalla fine del campionato per De Laurentiis si è aperta una voragine. Può arrivare al braccio di ferro con l'argentino esigendo il pagamento dell'intera clausola rescissoria, oppure decidere in fretta la sua cessione. La fretta è dovuta alla scadenza di giugno 2018, se l'argentino non viene ceduto in questa sessione estiva, difficile che qualche club si impegni a spendere 96 milioni per un giocatore che a giugno della stagione successiva va in scadenza e quindi esce a costo zero.

È questa la strategia di Bayern e dei due Manchester, Higuain che non rinnova con De Laurentiis costretto a rivedere le sue strategie e soprattutto i suoi conti. Il presidente aveva posto come condizione al rinnovo anche un aumento della clausola a 100 milioni: «Se c'è qualche pazzo disposto a spenderli...», aveva detto non più di una decina di giorni fa. CDC

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