Rabbia viola di Allegri: "A Firenze non mi basta essere soltanto bellini"

Il tecnico della Juve: "La partita più difficile della stagione". L'ex Vlahovic in panchina

Rabbia viola di Allegri: "A Firenze non mi basta essere soltanto bellini"

Dusan Vlahovic a Firenze. Di nuovo. Per la terza volta in pochi mesi. Bilancio: una vittoria in Coppa Italia, una sconfitta ininfluente in campionato. Zero reti all'attivo e tanti insulti presi, gli stessi che non mancheranno nemmeno oggi. Anche se l'ex viola partirà probabilmente dalla panchina.

Fiorentina-Juve è pronta ad andare in scena, con i viola reduci dal ko di Udine e i bianconeri che hanno battuto più o meno faticosamente lo Spezia raddrizzando però nel frattempo una classifica che si era già fatta insoddisfacente. «Essere bellini e non vincere le partite a me non piace», ha ribadito Allegri con il solito sorrisino un po' sarcastico e un po' scocciato.

Avanti, allora. Con la barca da rimettere in acqua alla fine di un mercato in cui la voce dell'allenatore è stata ascoltata praticamente in tutto, aggiustando anche il bilancio con un saldo attivo di 25 milioni e un risparmio di 21 alla voce stipendi lordi. Adesso, non resta che vincere almeno un trofeo. O andarci per lo meno vicini, facendo decisamente meglio dell'anno scorso. «Ci aspetta la partita più difficile della stagione - ha detto ieri il tecnico bianconero -. A Firenze è sempre complicato giocare, sarà importante fare risultato». Piedi per terra, sempre. Con la possibilità che Paredes giochi dall'inizio (Rabiot è out per una botta a una coscia, torna invece tra i convocati Bonucci) senza per questo scalzare il baby prodigio Miretti: «La società ha lavorato molto bene sul mercato e sono rimasti in rosa tanti nostri giovani, era un obiettivo anche quello». Se poi basterà per rivelarsi allo stesso livello di Milan e Inter, si vedrà: «Pensiamo a giocare e basta. Gli imprevisti ci sono sempre, l'importante è gestirli con equilibrio. Senza dimenticare che al momento ci mancano Pogba e Chiesa».

Un passo per volta. Rispetto all'anno scorso, con Vlahovic nel motore fin dalla prima giornata. Capocannoniere del campionato, due gol consecutivi su punizione e la solita fame di vedere gonfiare la rete avversaria.

A Firenze, in meno di quattro stagioni nella massima serie, ha segnato 44 reti in 98 presenze: a Torino, sempre limitandosi al campionato, vanta per il momento un bilancio di 11 gol in 19 allacciate di scarpe, con tutte le discussioni e le polemiche sul non gioco di Allegri e della sua truppa. «Magari lo faccio riposare», butta lì Allegri ricordando anche che la prossima settimana la Juve andrà a Parigi per la Champions. Ecco che sarà Milik il titolare e dal 1' toccherà anche a Di Maria.

E sarà in campo, sulla sponda opposta, Luka Jovic, altro serbo affamato di gol e desideroso di entrare in fretta nei cuori viola: «Lo abbiamo risparmiato apposta a Udine per averlo fresco contro i bianconeri», la spiegazione di Italiano. Perché Fiorentina-Juve non sarà mai una partita come tutte le altre.

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