Ora la Juventus è guarita e pensa alla rimonta

Il primato in un girone impossibile rialza le quotazioni della Signora. Allegri azzecca le mosse, ora deve teenre lo stesso ritmo in campionato

Ora la Juventus è guarita e pensa alla rimonta

Improvvisamente, la Juventus. Più che la Juve. Una squadra totale anche nell'insegna della ditta.La coppa europea restituisce anima e corpo al gruppo bianconero che, nel domicilio italiano, sembrava un inquilino in attesa dello sfratto.

Il Manchester City degli emiri raccoglie zero punti nelle due sfide a dimostrazione che mettere insieme undici giocatori milionari non significa allestire una squadra altrettanto da mille e una notte, quella è roba soltanto presente nelle favole. Allegri smentisce se stesso e chi, come me, lo aveva messo all'angolo, ha scelto l'uomo giusto, almeno in avvio, a far coppia con Morata, ben sapendo che la casa regge grazie al solito quartetto radar che, dato non trascurabile, è composto da soli italiani al cento per cento, Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini, non il massimo della gioventù (120 anni il totale all'anagrafe) ma il massimo dell'esperienza, della tenacia, della fedeltà alla Juventus sì. Resta il problema dei tanti, troppi infortuni e tutti muscolari, sarebbe interessante verificare anche le abitudini alimentari di alcuni calciatori, spesso bevande e cibi portano a guai imprevedibili in fisici palestrati. Il turno europeo ha comunque offerto alcuni riferimenti.Vista la Roma di Barcellona si può capire facilmente la differenza, al di là della valanga di gol, che esiste tra le due nostre impegnate in Champions.

Di qua, a Torino, un bel nebbiolo, di là uno champagnino di denominazione improbabile. La domanda sorge spontanea: ci si può fidare di questa Juventus? Per esempio, a Palermo, nel prossimo turno di campionato, si rivedrà lo stesso piglio o, piuttosto, la squadra bianconera ricadrà nel torpore tipico del nostro campionato e nei tremori che, a dire la verità, l'hanno presa anche nel finale della sfida di Champions? E la Roma tornerà magggica contro l'Atalanta? La risposta è impossibile, mai fidarsi del football, basta un episodio per cambiare risultato e opinione, se Morata avesse segnato una delle due occasioni clamorose, se l'arbitro avesse fischiato il contatto falloso di Mandzukic con Otamendi, se Dzeko avesse messo in porta la prima palla gol, se, se. Il calcio vive di episodi e di colpi di scena, la Juventus di Champions è imbattuta, sta in testa al girone che non è roba piccola, considerati i campioni d'Inghilterra, i prussiani di Moenchengladbach e i vincitori delle due ultime edizione dell'Europa League, gli spagnoli del Siviglia ma questo è un dato in più che dovrebbe servire ad Allegri per trasferire alla squadra l'autorità e la sicurezza che sembra avere perduto in campionato.

Nessuno dovrebbe parlare di rimonta, di scudetto possibile, meglio tenere il profilo basso, nelle parole ovviamente non in campo, meglio destinare agli altri il ruolo di primattori. Nei secoli la Juventus ha vinto giocando, non sempre bene, ma rispondendo con i fatti.

Quando non ci è riuscita, altri ne hanno approfittato, tralasciando il caso di Guido Rossi e della sua orchestra. La Champions è stata buona vitamina per la squadra bianconera e pozione velenosa per quella romanista. Tutto è ancora da giocare. In Italia e all'estero. Speriamo di divertirci.

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