Il Terzo Valico rifà la tinta a Marta: «capelli verdi»

Il Terzo Valico rifà la tinta a Marta: «capelli verdi»

La faccia di Enrico Musso mostra un ghigno beffardo. Non si capisce se sia per la soddisfazione nel vedere che il Terzo Valico entro un anno aprirà i cantieri o se perché, grazie allo stanziamento del Cipe, Marta Vincenzi dovrà dare seguito ad una promessa: tingersi i capelli di verde. «Lo aveva scommesso- racconta Musso-. Se ci fossero stati i fondi lei si sarebbe tinta i capelli. Vediamo se manterrà la promessa». Sarebbe la prima da quando è sindaco, potrebbe pensare qualche maligno. Intanto, Super Marta incassa l’indignazione dei consiglieri comunali del centrodestra per l’atteggiamento avuto dal primo cittadino nella conferenza dei capigruppo di venerdì quando avrebbe catalogato come «buffonata» il finanziamento del Governo per le opere dell’Alta Velocità Genova- Milano. «Davanti ad una notizia epocale come questa- commenta Raffaella Della Bianca capogruppo di Forza Italia a Tursi- ci saremmo aspettati che Vincenzi bloccasse il consiglio comunale per renderci partecipi di quanto stava accadendo. Invece il suo atteggiamento dimostra quanto sia legata ad una politica partitica e non istituzionale».
Tutto questo venerdì. Poi, si vede che la notte porta consiglio. Così ieri mattina alla cerimonia del Confuego, dopo aver chiesto alla città come proposito del 2009 di smettere di mugugnare, ha detto di «valutare molto positivamente l’impegno dell’esecutivo sul Terzo Valico e di sperare che si traduca in fatti concreti». «L’opera- prosegue Vincenzi- consentirebbe alla città di aprirsi e darebbe lavoro». Ma il sindaco non si è fermata a parlare di Alta velocità, elencando anche le latre infrastrutture di cui la città sente necessità auspicando un buon esito dei tre mesi di dibattito pubblico per la gronda autostradale in Valpolcevera, «passando dai comitati del no ai sì condizionati, alla capacità di far bene le cose».
Vedono una sinistra in crisi ed un sindaco in difficoltà quelli del centrodestra che volano pensando a Genova e alla Liguria rilanciate dal governo Berlusconi: «Prodi e Di Pietro ci avevano condannato all’isolamento eterno - è l’idea di Giuseppe Mruolo (An)-. Oggi l’isolamento è finito e non possiamo accettare che il sindaco mette in discussione un atto del Cipe». La pensa alla stessa maniera Roberto Cassinelli, deputato Pdl, per cui «questo atto ha dimostrato come il governo lavori senza seguire logiche politiche: qui Comune, Provincia e Regione sono amministrate dalla sinistra, eppure si è fatto un investimento epocale che rilancia un’intera regione». Si alza il sipario sull’opera.

Ma quanto durerà questo spettacolo? «Ci sono fondi per il 20% del totale- ricorda Musso-. Questo significa cantieri per i prossimi quattro anni e stanziamenti futuri per portarla a termine. Nessuno, però, pensi a rivedere le progettazioni». Si va avanti così.

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