Ue, passa il pacchetto Pisanu Linea dura sui clandestini

Bruxelles dice no alle sanatorie. Il ministro dell’Interno: «In Europa si deve affermare l’idea che si entra soltanto con permessi regolari»

Alessandro M. Caprettini

nostro inviato a Bruxelles

Stop alle sanatorie dei clandestini in tutta Europa. Giuseppe Pisanu, ministro degli Interni, riparte per Roma soddisfatto dopo il varo delle misure europee per il controllo dell’immigrazione. Fa presente infatti come tante delle norme del «pacchetto» messo a punto dai 25 si rifanno alle proposte che lui stesso avanzò all’inizio del semestre di guida italiano ma che l’indifferenza di qualcuno, unita alle diverse mire di altri, avevano impedito d’approvare alla fine del 2003.
Oggi la musica è cambiata: gli attentati di Londra, gli incidenti nella banlieue parigina, l’assalto alle enclaves spagnole di Ceuta e Melilla hanno convinto tutti che bisogna agire in comune. E per Frattini e Barroso - che presenziavano con le loro proposte al vertice dei ministri degli Interni della Ue - è stato gioco abbastanza facile ottenere il via libera a una linea univoca.
E al primo posto, nelle decisioni assunte, c’è proprio il capitolo relativo all’immigrazione clandestina sulla quale non si può più voltare la faccia da un’altra parte o adottare, al limite, solo linee di difesa. «Le regolarizzazioni creano false illusioni sulle possibilità d'ingresso mentre, al contrario, si deve affermare l’idea che in Europa si entra solo con permessi regolari» ha chiarito Pisanu. Insomma, stando a quel che si sarebbe discusso nel vertice - dando ragione a Sarkozy - d’ora in poi i 25 rinunceranno alla terapia della sanatoria. Anche perché si è accettato il principio che se la questione venisse sollevata da qualcuno, le cose finirebbero direttamente nelle mani della Commissione, pronta a lanciare un early warning, come oggi accade in materia di bilanci non in linea con le raccomandazioni di Bruxelles.
Accanto alla linea dura per evitare che i clandestini una volta toccata l’Europa si dipanino poi in tutti i paesi che ne fanno parte, Pisanu (che non ha mancato una stilettata a Sarkozy, il quale se l’era presa con le sanatorie italiana e spagnola, notando che sono più i clandestini presi in Italia e provenienti dalla Francia piuttosto che viceversa) ha sottolineato come la Ue ritenga che si debba sviluppare più a fondo il progetto d’aiuto ai paesi d’origine e a quelli di transito in modo che anche essi si applichino per bloccare la fiumana. Ha annunciato che presto ci sarà un incontro Ue-Libia (il regime di Gheddafi ha dichiarato il blocco di 140mila clandestini, ma bussa a quattrini), ha fatto sapere che è in calendario un summit Ue-paesi africani, ipotesi lanciata dal nostro governo e poi ripresa da Chirac e Zapatero. E ha tenuto comunque a ricordare, al termine, come bisognerà che la Ue metta mano alla cassa (i 400 milioni di euro di cui si era parlato ad Hampton Court) per non restare alle sole parole.
Questioni comunque abbastanza definite per quel che riguarda l’immigrazione - oltre al no alle sanatorie e l’early warning si avranno la guardia costiera europea e l’uso del satellite per monitorare i flussi -, ancora qualche problema invece nella lotta al terrorismo nel capitolo attinente dei dati personali.

Non è impossibile un accordo sui tempi di conservazione di contatti telefonici e via internet (la forbice era tra 6 e 24 mesi e le difficoltà vengono opposte dai gestori che temono un appesantimento dei costi, anche se Pisanu osserva che chi gestisce «un servizio pubblico, sacrifici dovrebbe poterne fare... »), ma restano incognite sui reati che si possano evidenziare al di là di quelli terroristici, perché le Authority sulla privacy stanno sollevando problemi.

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