Voci nuove per Mozart

Cantanti e musicisti dell’orchestra, molti scelti dall’Accademia, hanno 25 anni

Dorabella e Guglielmo vengono presi da un rapinoso quanto irrazionale richiamo dei sensi. Subito dopo anche l'intrepida Fiordiligi cede all'assalto di Ferrando. La «fede delle femmine» (ma che maschilista quel Da Ponte! E la ben più traballante fede degli uomini dove la mettiamo?) è proprio «un'araba fenice». E «dove sia nessun lo sa». Dimostrato il cinico teorema il resto delle parole e delle note si diverte a rimettere a loro posto le carte smazzate dalla metafora del doppio. Due sorelle, due amanti, due tradimenti, due fidanzati en travesti, due deus ex machina, due matrimoni attestanti l'ambiguità sottile di ogni sentimento umano e il trionfo dell'esprit de géométrie. Mozart, al terzo libretto Da Ponte, illumina con il suo divino sorriso il ritmo incalzante dei recitativi, l'espansione melodica, l'amarezza e il sarcasmo che venano quella partitura pur tanto sottilmente divertente. Appunto un «dramma giocoso». Anche lui del resto conosce bene la maliziosa e irresistibile onnipresenza dell'eros.
Così fan tutte (1790), figlia dell'illuminismo, della massoneria, della matematica, della geometria e dell'opera buffa è l'ultima delle tre opere italiane. E anche l'estremo impegno teatrale di Strehler che proprio con quel capolavoro, come poi sarebbe avvenuto «postumo», voleva inaugurare il nuovo Piccolo Teatro, lo Strehler. Così fan tutte torna oggi alla Scala dopo diciotto anni (Muti,1989) nell'edizione realizzata dal tedesco Michael Hampe (costumi di Mauro Pagano) per la Salisburgo di Karajan, nell'82. L'anno successivo l'allestimento sarebbe stato adottato dalla Scala. Adesso questo Mozart assoluto è affidato ai giovani dell'Accademia, la scuola di specializzazione della Scala che le presta le prime parti dell'orchestra per insegnare ai giovani professori e affida la supervisione dei corsi di canto a Lejla Gencer. L'età media di cantanti (coro incluso, diretto da Alfonso Caiani) e suonatori è sui 25. L'età migliore, sottolinea con un sospiro Ottavio Dantone che li dirige ed è il nostro top in fatto di filologia intelligente. Esperto in musica barocca, direttore dell'Accademia Bizantina, già nel cartellone scaligero con un Rinaldo indimenticabile, Dantone non punta infatti tanto o soltanto sugli strumenti originali, quanto su un certo pensiero musicale, un certo modo di far musica che guarda agli «affetti» e ricorre all'improvvisazione. Per Händel aveva preso a prestito dalla Bizantina una spalla, qualche flauto a becco, una tiorba. Adesso non manca all'appello un violino barocco con arco classico, il più adatto ad assicurare la morbidezza del suono. Tocca a lui dare il colore che gli strumenti moderni dei ragazzi che cercheranno di imitarlo. In fase di concertazione Dantone, lavorando a stretto contatto con la regia, ha invece insistito sullo spirito della prassi esecutiva di un tempo. Per i recitativi, fondamentali in Mozart, ha curato la dizione e utilizzato spesso il cembalo, o il fortepiano anche per quelli accompagnati, o entrambi quando glielo diceva il cuore. È un Così giovane, ma Ottavio non metterebbe mai la sua firma sotto un'esecuzione poco conforme all'originale. Tra i cantanti anche qualche affermato ex Accademia.

Una struttura in espansione grazie al potenziamento di Lissner e dal suo braccio destro Gastón Fournier. Domani la prima. Con 10 recite, tre cast e il compito di chiudere in gloria la stagione 2006-2007.
Così fan tutte
teatro alla Scala
da domani al 19 novembre ore 20

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