Aeronautica, restaurato l'unico esemplare al mondo del biplano Ro.43 «Grillo»

Il ricognitore della Marina, che partecipò alla battaglia di Punta Stilo nel luglio del 1940, sarà visibile da venerdì nel museo dell'Aeronautica militare di Vigna di Valle (Roma). Era imbarcato sulle navi della classe «Littorio», dalle quali decollava grazie alla catapulta

Restaurato un pezzo di storia dell'Aeronautica italiana. Da venerdì sarà possibile ammirare, presso il Museo storico dell'Aeronautica militare di Vigna di Valle (Roma), l'idroricognitore biplano Ro.43. Recuperato a Roma Centocelle nel 1972, il velivolo, interamente restaurato dalla sezione manutenzione e restauro del Museo Storico, è l'unico esemplare esistente al mondo.
Il Capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica militare, generale di Squadra aerea Giuseppe Bernardis, parteciperà giovedì 17 novembre alla cerimonia inaugurale di presentazione del velivolo.
L'Imam Ro.43 «Grillo», spiega il sito dell'Aeronautica, «progettato dall'ingegner Galasso per sopperire all'esigenza della Regia Marina di dotarsi di un aereo da imbarcare sulle proprie navi, era uno sviluppo del ricognitore Ro.37 del quale manteneva la struttura della fusoliera e dal quale si differenziava principalmente per la configurazione alare, sempre sesquiplana, ma a doppia ala di gabbiano, e per l'adozione di un grande galleggiante centrale oltre che di due più piccoli equilibratori posti sotto l'ala inferiore».
La fusoliera «presentava ampie finestrature laterali ed inferiori atte all'osservazione, e terminava posteriormente in un impennaggio classico monoderiva dotato di piani orizzontali controventati. Le ali - viene rilevato - potevano essere ripiegate all'indietro per permettere il ricovero sulle navi». Con lo scoppio della Seconda guerra mondiale fu imbarcato sulle navi di battaglia della classe «Littorio» dai quali veniva lanciato per mezzo di una catapulta. L'esemplare restaurato faceva parte di un lotto di 23 aerei costruiti dalla Imam nel primo semestre del 1937.


Prestò servizio sugli incrociatori, partecipando tra l'altro alla battaglia di Punta Stilo del 9 luglio del 1940. Concluse la sua carrierà operativa presso la Scuola Osservatorio Marittimo di Orbetello, di cui porta ancora i codici ORB-23.

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