Atene affossa le Borse Male anche Wall Street E l'euro tocca i minimi

La situazione greca accentua la flessione dei mercati europei e dell’euro. Male anche Milano. Bruciati 144 miliardi, i guadagni da inizio 2010. Euro ai minimi sul dollaro: finisce sotto 1,31. New York alla peggior seduta degli ultimi tre mesi. Sciopero ad Atene: scontri

Atene affossa le Borse 
Male anche Wall Street  
E l'euro tocca i minimi

Milano - Si accentua la flessione delle Borse in Europa e dell’euro, mentre torna a cadere la Borsa di Atene, oltre il 6% nel pomeriggio mentre sui mercati permangono diffusi timori sull’attuazione dei piani di risanamento dei conti dei paesi dell’area euro che accusano elevati deficit di bilancio. Nel Vecchio Continente le piazze peggiori sono Atene (-6,7%), al fianco di Madrid (-5,4%). Male anche Piazza Affari che lascia sul terreno il 4,7%. Le Borse europee hanno bruciato oltre 140 miliardi di euro (144 per l’esattezza) per effetto dei timori legati al piano di salvataggio messo a punto per la Grecia e di un eventuale contagio della crisi verso gli altri Paesi dell’area Pigs, in particolare verso la Spagna. Al termine della seduta l’indice paneuropeo Dj Stoxx 600 ha perso il 2,90%, azzerando i guadagni messi a segno da inizio anno.

Male anche Wall Street Il calo di due punti della Borsa di Wall Street, pur inferiore ai crolli degli ultimi due anni arrivati anche a quota -8%, è il peggiore degli ultimi tre mesi e viene spiegato dagli analisti con i timori che anche in presenza di un salvataggio della Grecia la crisi del debito possa estendersi ad altri Paesi deboli della zona euro. L'ondata di vendite ha rispecchiato anche i timori che la crisi europea possa inficiare la ripresa mondiale. A cadere sono stati i titoli di grandi esportatori americani verso l'Europa, tra cui gruppi tecnologici e industriali come Hewlett-Packard che ha avuto un calo del 3,9% e Caterpillar Inc, giù del 4,6%.

Scioperi ad Atene Migliaia di persone sono scese in piazza ad Atene per manifestare contro le nuove misure di austerità varate dal governo in cambio di un massiccio piano di aiuti di 110 miliardi in tre anni concesso dall’eurozona e dal Fmi per salvare il Paese dalla bancarotta. Circa 4mila fra insegnanti e studenti hanno sfilato verso il parlamento, muniti di bandiere nere e striscioni sui quali si leggeva: "Mandate il conto ai responsabili". Dei tafferugli sono scoppiati mentre il corteo si avvicinava al parlamento: alcuni manifestanti hanno lanciato pietre in direzione dei poliziotti anti-sommossa che hanno risposto con i gas al peperoncino. Poco prima, un centinaio di militanti del partito comunista greco avevano issato due striscioni sull’Acropoli e varie bandiere rosse per protestare contro le drastiche manovre di austerità. "Popoli d’Europa, sollevatevi", si leggeva in greco e in inglese sugli striscioni. La polizia, dispiegata in assetto antisommossa, non è intervenuta.

L'effetto Grecia affonda l'Europa In Grecia era la prima giornata di proteste dei sindacati contro le nuove dure misure di austerità decise dal governo in cambio degli aiuti di Unione europea e Fondo monetario internazionale, proteste che domani proseguiranno allargandosi con lo sciopero generale. L’Unione europea cerca di allestire in fretta la zattera di salvataggio da 110 miliardi di euro, con il contributo dell’Fmi, a favore della pensiola ellenica, e questa cerca di fare altrettanto suoi suoi impegni anti deficit, calendarizzado per giovedì il voto del parlamento sulla manovra correttiva supplementare, 30 miliardi di euro prevalentemente di tagli alla spesa sui prossimi due anni. Ma intanto oggi anche la Spagna è finita sotto le pressioni dei mercati, mentre si diffondevano timori di possibili nuovi declassamenti di rating da parte delle agenzie, dopo quello effettuato la scorsa settimana da Standard & Poor’s. Tanto che tutte e tre le maggiori agenzie - S&P, Moody’s e Fitch - hanno smentito di apprestarsi a fare manovre simili.

Record negativo per l'euro L’euro finisce a nuovi minimi da un anno a questa parte rispetto al dollaro, sotto quota 1,31, a 1,3066 rispetto alla divisa americana. Secondo gli analisti restano forti diffidenze tra gli investitori sui durissimi piani di risanamento dei conti accettati da Atene in contropartita per gli aiuti di Ue e Fmi.

Manovre tutt’altro che facili dovranno essere efficacemente attuate anche da Spagna, Irlanda e Portogallo e i mercati rischiano di non calmarsi fino a quando non vedranno concreti segnali sulla loro efficacia. Potrebbero volerci mesi.

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