Edison Energia punta a 4 milioni di utenti al 2028 e anticipa i target di piano

L’ad Monti: “Continueremo a crescere per via organica ma guardiamo anche i dossier Engie e Unoenergy. Più impegno del Governo su rinnovabili e nucleare. Per ora restiamo ancora fuori dalla Borsa”

Edison Energia punta a 4 milioni di utenti al 2028 e anticipa i target di piano
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Edison Energia anticipa i target sulle bollette e, annunciando 3 milioni di utenti, rilancia e scommette di arrivare a quota 4 milioni entro il 2028. Presentando a Milano il nuovo piano la società retail del gruppo Edison guidata da Massimo Quaglini - che è leader di mercato per volumi di gas e di energia elettrica forniti a imprese, terziario e pubblica amministrazione - racconta il proprio impegno quotidiano nel fornire energia decarbonizzata.

Tra i punti di forza, la vicinanza al cliente in termini territoriali, su cui Edison Energia punta anche per l'ampliamento della base: attualmente conta su una rete di oltre mille negozi fisici e su una presenza digitale grazie a My Edison.

Un percorso che come dichiarato dall’ad di Foro Bonaparte Nicola Monti, “non si ferma qui: siamo cresciuti tanto sia in termini organici sia con acquisizioni, ma abbiamo l'obiettivo di crescere ulteriormente anche guardando opportunità di consolidamento nel mercato”. Come anticipato dal Giornale, Monti ha esplicitamente detto di guardare al dossier Engie e Unoenergy, che andranno sul mercato con oltre 1,4 milioni di utenti. Non operazioni così rilevanti però da esigere un ritorno in Borsa. Ipotesi di cui si era parlato a Settembre, ma che Monti ora “non ritiene necessaria”, chiarisce al Giornale, “non essendoci deal grossi e opportunità così rilevanti all’orizzonte”. A giorni, invece, si chiuderà il dossier stoccaggi. “Oramai l'Antitrust ha dato il via libera. Ci sono i tempi tecnici per fare la chiusura, ma parliamo di giorni", ha ammesso Monti che si prepara a incassare mezzo miliardo dalla cessione a Snam degli stoccaggi.

Parlando del dossier bollette allo studio del Governo, l’ad ha ammesso che "i prezzi dell’energia sono alti e dipendono dal fatto che il gas fissa il prezzo dell'energia elettrica sul pool italiano perché siamo troppo sbilanciati sul gas. Ma queste – ha aggiunto - sono scelte di politica energetica che sono state fatte 10-20 anni fa, non è che possiamo cambiarle dalla sera alla mattina. Se vogliamo abbassare il peso che il gas che ha sulla formazione del prezzo elettrico, bisogna fare più rinnovabili". Non solo.

Secondo Monti bisogna pensare a "scelte strutturali di cambiamento" così da arrivare "tra dieci anni ad avere un mix più equilibrato e competitivo”. Quello del nucleare "è un capitolo di lungo termine ma che fa parte di quelle scelte di politica energetica che secondo me vanno fatte", ha concluso.

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