La Boccassini spara nel mucchio: "Imprenditori? Hanno rapporti con la mafia per convenienza"

Il magistrato spara nel mucchio: "Nella mia esperienza di magistrato dico che vi è una parte della nostra imprenditoria che ha interesse a fare affari con le organizzazioni criminali. L’esperienza mi induce a pensare che vi è convenienza e consapevolezza". Ma la Boccassini non parla di chi è vittima...

La Boccassini spara nel mucchio: "Imprenditori? 
Hanno rapporti con la mafia per convenienza"

Milano - Ilda la rossa, torna all'attacco e spara nel mucchio. Questa volta nel mirino della Boccassini finiscono gli imprenditori. Giudizio sommario e sentenza è lapidaria: sono amici dei mafiosi, perché gli conviene. Il procuratore aggiunto di Milano parla di mafia e punta il dito contro la "convenienza" di certi ambienti della imprenditoria a fare affari con le associazioni criminali. "Nella mia esperienza di magistrato dico che vi è una parte della nostra imprenditoria che ha interesse a fare affari con le organizzazioni criminali. L’esperienza mi induce a pensare che vi è convenienza e consapevolezza", ha affermato il magistrato e capo della dda meneghina, nell’ambito di un incontro promosso all’Aula Magna del Palazzo di giustizia, sulle mafie nella società civile. Per il magistrato non c’è solo un problema di coraggio a impedire le denunce. "Di fronte al degrado culturale di oggi, alla voglia di capacità di illegalità diffusa, i criminali si buttano a pesce. È anche un problema di coraggio e lo Stato ha il dovere di proteggere chi denuncia e lo fa".

L'omertà Detto questo Ilda Boccassini ha sottolineato come fuori dalla sua porta, come quella dei colleghi, "non c’è una coda di imprenditori pronti a denunciare. Eppure non si fermano i danneggiamenti alle auto, gli atti di intimidazione, gli atti incendiari e la violenza. Nonostante questo, interpellati, chi subisce queste cose dice di non sapere il perchè. Ma non credo si tratti solo di paura". Ilda Boccassini ricorda poi che è compito della magistratura "quello di reprimere i reati e non di supplire lo Stato", con questo richiamando gli enti locali e le organizzazioni del territorio ad agire. L’obiettivo, ha concluso "è aiutare le persone a denunciare. Questo deve essere la priorità dello Stato". Colpisce nella relazione della Boccassini la generalizzazione e la non considerazione dell'imprenditore come vittima della criminalità più che complice. E forse bisognerebbe anche chiedersi perché gli imprenditori abbiano paura di denunciare. Il problema appare molto più complesso di quanto emerge dalle parole del procuratore...

Moratti: "Centinaia di imprese denunciate" Sono state centinaia le imprese denunciate sin dal 2002 a Milano per quanto riguarda profili di irregolarità sia dal punto di vista della sicurezza sia della contiguità con organizzazioni criminali. È quanto ha spiegato il sindaco di Milano, Letizia Moratti, intervenuta questa sera nell’Aula Magna del Palazzo di Giustizia al convegno su mafie e società civile che ha visto la partecipazione tra gli altri del Procuratore Aggiunto e coordinatore della Dda Ilda Boccassini e del senatore Giuseppe Lumia. "Dal 2002 ad oggi abbiamo fatto 433 segnalazioni riferite a 160 imprese - ha detto Moratti - per quanto riguarda irregolarità nella sicurezza. Ci sono state 330 esclusioni riferite a 150 imprese per queste ragioni. Ma abbiamo fatto anche 610 denuncie penali da cui sono scaturite 31 sentenze per quanto riguarda continguità con il crimine organizzato".

Il sindaco Moratti, parlando di Expo, ha sottolineato la necessità di scongiurare il malcostume dei lavori con ribassi troppo forti. "I miei poteri di commissario - ha detto Moratti - per fortuna mi consentono di intervenire su questo tema".

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