Bossi replica a Fini: "Noi marginali? Veda lui"

Il Senatur replica stizzito a Fini che ieri aveva definito il Carroccio "marginale", criticando la freddezza della Lega sul 150° dell'Unità nazionale: "La Lega è il partito del Veneto, della Lombardia, del Piemonte. Se per Fini l’intera Padania è marginale, se ne assuma la responsabilità"

Bossi replica a Fini: "Noi marginali? Veda lui"

Roma - Non è guerra ma, di certo, i rapporti sono molto tesi. Da una parte c'è Umberto Bossi, dall'altra Gianfranco Fini. Il ministro delle Riforme - ma soprattutto leader della Lega - contro il presidente della Camera e cofondatore del Pdl. A riaccendere la miccia, tra i due, è stato Fini, che in un'intervista a Sky Tg24 aveva attaccato la Lega per la freddezza - e le critiche - con cui il Carroccio si era posto nei confronti delle celebrazioni per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia. Fini è andato giù un po' pesante: la Lega è un partito "non nazionale" e "con posizioni minoritarie". Oggi è arrivata la risposta stizzita di Bossi: "La Lega non è un partito romano. È il partito della Padania, il partito del Veneto, della Lombardia, del Piemonte. Se per Fini l’intera Padania è marginale, se ne assuma la responsabilità.

Le critiche di Fini al Carroccio "Quello della Lega non è un movimento nazionale - ha detto ieri Fini in un'intervista ai microfoni di Sky Tg24 -  la Lega ritiene che l’identità sia quella padana, in realtà si tratta di una invenzione lessicale, non bisogna alzare più di tanto la polemica su questo punto proprio perché le posizioni leghiste sono posizioni ampiamente minoritarie e isolate. L’importante - ha ribadito il presidente della Camera - è che nell’azione dell’esecutivo la Lega non eserciti una funzione di intralcio delle iniziative che doverosamente il governo ha messo in campo per ricordare nel modo migliore il 150° anniversario dell’Unità d’Italia".

Calderoli: noi forti da far paura In un’intervista a l’Espresso il ministro Roberto Calderoli fa il punto sullo stato di salute del proprio partito e dice senza mezzi termini che il Carroccio è "forte da far paura". Poi critica la litigiosità interna al Pdl, causa di «allarme. Come uno comincia a litigare - fa notare - il consenso cade, e ciò che è successo dopo il voto nel Pdl ha fatto schizzare la Lega in alto nei sondaggi. Questo ha spaventato ancora di più molta gente".

Soffermandosi ancora sulle due "correnti" all’interno del Pdl Calderoli sintetizza: "Distinguiamo, ci sono i finiani veri, per i quali ho il massimo rispetto, e stanno a Fini come i berlusconiani veri stanno a Berlusconi: cioè condividono un’idea e un progetto e hanno per la persona stima e ammirazione. Poi ci sono i "finini", così come ci sono i "berluschini". Più realisti del re, giocano a scimmiottare il leader, e credo finiscano per danneggiarlo". 

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