Ciampino, la guerra dei rapporti

Ciampino, la guerra dei rapporti

La guerra di Ciampino torna a infiammarsi. A dare battaglia ieri è stato Michael O’Leary, il vulcanico amministratore delegato di Ryanair, la compagnia low cost irlandese che ha trainato negli ultimi anni il boom del secondo scalo romano. Un’esplosione frenata solo nel 2007 dalla riduzione imposta da 130 a 100 dei voli giornalieri provocata dalle proteste dei cittadini del comune alle porte di Roma. Proteste che hanno anche costretto Regione e governo a individuare un nuovo aeroporto specializzato in voli low cost, che dovrebbe sorgere a Viterbo. Ipotesi aborrita da O’Leary, che ieri è tornato ad agitare la minaccia di lasciare il Lazio se costretto a fare base nella Tuscia. «Sposteremo i nostri voli e i nostri aerei da un’altra parte. Non andremo né a Viterbo perché troppo lontano e non ci sono collegamenti, nè a Fiumicino perché ci sono tariffe troppo alte che ci impedirebbero di praticare la nostra politica low-cost. Tuttavia non credo che l’aeroporto di Viterbo verrà mai aperto, è solo una disputa politica».
Ma l’artiglieria pesante l’ad di Ryanair l’ha schierata sul fronte della presunta rumorosità del secondo scalo romano. Sì, presunta. Perché ieri O’Leary ha presentato alla stampa un rapporto sui livelli di rumorosità dell’aeroporto di Ciampino redatto da Enac e Adr. Un rapporto che, ha spiegato il manager, conferma che «la riduzione di capacità a 100 voli giornalieri (attiva dal 2007 ndr) all’aeroporto di Ciampino non ha fatto alcuna differenza sui livelli di rumore»; che «non c’è alcun problema di inquinamento dell’aria nella zona di Ciampino»; e che «solo 100 case ricevono comunque sovvenzioni da Adr per ridurre l’impatto acustico e sono state colpite da livelli di rumore che non sono peggiori di quelli dei centri di città paragonabili a Ciampino». O’Leary, che non è tipo da perdersi in giri di parole, ha chiaramente definito l’altro rapporto, quello denominato Cristal, commissionato dalla Regione Lazio all’Arpa e secondo il quale i livelli di rumore dello scalo romano sarebbero superiori a quelli previsti dalla legge, un rapporto «falso, perché commissionato a un ente non imparziale, ma legato alla Regione Lazio. Non è vero, come vi si legge, che 4mila persone vivono nella zona B, che i livelli di rumore superano i limiti di legge e che l’aumento di rumore è dovuto all’incremento del numero dei voli low cost, perché in realtà è causato dal traffico stradale. Le stesse centraline non sono state posizionate correttamente. Questo rapporto sembra fatto da Mickey e Minnie Mouse». «Non ho mai avuto problemi di questo genere - ha concluso - come con il sindaco di Ciampino Perandini, in nessuna delle città europee dove operiamo. Credo sarebbe più opportuno parlare dell’indotto economico che Ryanair porta nella zona piuttosto che continuare a discutere con questi piccolì politici».
Chiamato in causa, Walter Perandini ha tagliato corto sostenendo che «l’amministratore delegato di Ryanair ogni volta che mette piede in Italia si permette di interpretare a suo modo le leggi italiane, anziché rispettarle». Anche perché «gli interlocutori dell’amministrazione comunale sono il governo italiano e l’Ente nazionale aviazione civile, ovvero i soggetti istituzionali preposti a far rispettare le leggi negli aeroporti italiani». Nel merito Perandini ricorda che «il rapporto che ha diffuso oggi (ieri, ndr) Ryanair non è il rapporto ufficiale sul rumore dell’aeroporto, come affermato, quanto piuttosto uno studio di Adr, basato su un modello teorico, atto a determinare le curve di isolivello acustico» e che «l’unico rapporto ufficiale sul rumore aeroportuale è il Cristal» che «ha evidenziato come 14.638 cittadini sono esposti a livelli di rumore superiori ai livelli previsti dalle normative vigenti a tutela della salute, ed ha indicato in 60 movimenti aerei giornalieri la capacità massima dello scalo compatibile con il rientro dei livelli di rumore ai valori sotto la soglia di rischio».

«Ciampino è un aeroporto illegale, la Ryanair deve rassegnarsi», dice Roberto Barcaroli, portavoce del comitato per la riduzione dell’impatto ambientale dell’aeroporto di Ciampino, che ieri hanno protestato davanti all’hotel in cui O’Leary teneva la sua conferenza stampa. Ma l’impressione è che la guerra di Ciampino, decollata da tempo, sia lontana dall’atterraggio.

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