Il padrino, quando Francis Ford Coppola stava per essere licenziato dalla regia

Nonostante sia diventato una pietra miliare della settima arte, Il padrino ha dovuto affrontare una produzione piena di problemi che quasi costò il licenziamento del suo regista, Francis Ford Coppola

Il padrino, quando Francis Ford Coppola stava per essere licenziato dalla regia

Uscito nel 1972 e tratto dall'omonimo romanzo di Mario Puzo, che fu un successo internazionale, Il padrino è il classico della settima arte firmato da Francis Ford Coppola che va in onda questa sera, in seconda serata, alle 23.43 su Rete 4. Caratterizzato dall'iconica colonna sonora composta appositamente per il film da Nino Rota, il film fece anche incetta di Premi Oscar. Come ricorda Coming Soon, tra i premi dati al film ci fu anche quello per il miglior attore protagonista a Marlon Brando. L'attore, però, rifiutò di ritirare il premio come forma di protesta verso le discriminazioni verso le minoranze.

Il padrino, la trama

Come forse tutti sanno, Il padrino è un film che racconta il potere e l'ascesa della famiglia Corleone, a capo della mafia italo-americana della New York del secondo Dopoguerra. A guidare la famiglia c'è Don Vito Corleone (Marlon Brando) che, negli anni, è riuscito non solo a dimostrare il proprio pugno di ferro e la violenza di cui è capace, ma anche una certa predisposizione agli affari, elargendo favori in cambio di una fedeltà quasi cieca, che lo rende un burattinaio anche di personaggi alquanto in vista della vita newyorkese. Ad aiutarlo nella gestione della famiglia ci sono i tre figli: Sonny (James Caan), Fredo (John Cazale) e Tom Hagen (Robert Duvall), avvocato in ascesa nonché consigliere fidato del padre. L'equilibrio della malavita della città inizia a crollare quando Don Vito rifiuta protezione al trafficante di droga (Al Lettieri), giunto a chiedere aiuto durante il matrimonio della figlia di Don Vito, Connie (Talia Shire). Le strade di New York si riempiono del sangue versato per questa guerra di potere, al punto che lo stesso Don Vito viene ferito, richiamando l'attenzione del figlio Michael (Al Pacino), lontano dai traffici legali del padre e soldato decorato della Seconda Guerra Mondiale, che nel tentativo di vendicare il padre si troverà ben presto ai vertici della famiglia Corleone.

Il "quasi" licenziamento di Francis Ford Coppola

Diventato davvero un titolo imprescindibile nella storia del cinema, con alcune scene così iconiche da essere diventate un bagaglio culturale a livello mondiale, Il padrino non ha avuto una produzione facilissima. Al contrario. Secondo alcune cronache la produzione avrebbe accettato un accordo con la mafia di New York per poter lavorare, ma non serve scavare così a fondo per notare le problematiche legate alla realizzazione di uno dei film più premiati e idolatrati della settima arte. Basta infatti pensare che il regista, Francis Ford Coppola, ha dovuto subire le "vessazioni" di uno studio di produzione che cercò di licenziarlo a più riprese. Come si legge sul sito dell'Internet Movie Data Base, infatti, ci furono numerosi scontri tra Francis Ford Coppola e la Paramount Pictures, che voleva sostituire il regista alla guida delle riprese. Il motivo di questo desiderio era dovuto all'incapacità di Francis Ford Coppola di rispettare il programma di lavoro, accumulando ritardo, facendo lievitare il budget con delle spese che per la casa di produzione risultavano inutili. Tra gli altri errori che vennero imputati al regista ci furono anche quelle legate al cast, dal momento che i rappresentati della Paramount Pictures avevano da ridire anche sugli attori.

A dimostrazione che queste scuse erano utilizzate solo per dare una motivazione a un licenziamento che forse non aveva motivo di esistere, Francis Ford Coppola finì le riprese ben prima della data concordata e riuscì a rimanere largamente in budget.

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