"In una città europea si deve far shopping fino a mezzanotte"

L’assessore Terzi vuol rivoluzionare turni e orari: a settembre tavolo con commercianti e Regione

"In una città europea 
si deve far shopping 
fino a mezzanotte"

È arrivato il momento di rendere Milano una città veramente internazionale e di prendere atto che le abitudini dei milanesi sono cambiate. L’esodo di agosto? Non esiste più. La chiusura totale per le feste? Non tutti i commercianti le vogliono fare. Poter fare la spesa anche alle 23 sarebbe un enorme vantaggio per centinaia di cittadini. Sono cambiati gli orari della città ed è giusto che il sistema si adegui. Parte da queste considerazioni la proposta di Giovanni Terzi, assessore alle Attività produttive del Comune, di convocare per settembre un tavolo con sindacati, Unione del commercio e Regione per cercare di mettere a punto un calendario delle aperture dei negozi a misura di Milano. Quest’anno per la prima volta in assoluto l’assessore Terzi ha "sdoganato" la festa dei lavoratori, concedendo la deroga per l’apertura del Primo maggio, e di Ferragosto, chieste dei commercianti, attirandosi molte polemiche. "Non si può sempre ricorrere alle deroghe - spiega Terzi - perché non permettono ai negozianti di programmare le aperture in anticipo. Significa che il calendario non va più bene". L’obiettivo sarebbe proprio quello di rendere più libere le aperture nei giorni di festa, fatte salve le più importanti. Se lavorare a Ferragosto o il Primo maggio non è più tabù, ora si tratta di sdoganare le aperture nelle domeniche "qualsiasi" e durante altre festività. Anche gli orari di apertura sono da rivedere: "Una città internazionale, come Milano vuole essere, non può avere negozi che chiudono alle 19,30. Bisogna dare la possibilità a chi lo vuole di tenere aperto 24 ore su 24 o quasi, per adeguare i servizi ai nuovi orari della città".
Un’inversione di tendenza è già in atto quest’anno: la città non è mai stata così popolata come quest’estate e i negozi aperti non sono mai stati, di conseguenza, così tanti: di sicuro in parte è colpa della crisi che ha costretto molti milanesi a rinunciare alle vacanze. Di conseguenza modificando le tendenze e le speranze di incasso dei commercianti. Quest’anno sono 14mila su 30mila in totale i negozi aperti ad agosto, contro i 7mila di soli due anni fa: in particolare nella prima settimana di agosto sono rimasti aperti 10mila esercizi contro i 7.764 del 2009 e i 4.000 del 2008. In particolare ieri erano 3.867 le serrande alzate, oggi saranno 3.519 - stando chiaramente alle adesioni annunciate - e 2.999 domani. Stesso discorso per i panificatori: la prima settimana hanno lavorato in 500, 340 la seconda, 316 la terza e 400 la quarta. A Ferragosto dovrebbero rimanere aperte l’80 delle vetrine in Galleria, in corso Vittorio Emanuele e in corso Buenos Aires.

Saranno aperti anche 80 punti vendita tra supermercati come l’Iper al Portello, grandi magazzini, la Rinascente e il Coin di piazza Cinque giornate e i grandi centri commerciali. Per chi volesse andare fuori a cena serrande alzate per 250 tra bar, ristoranti e birrerie e locali.

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