Diluvio di avvisi bonari, ecco cosa aspettarsi dal Fisco

Il meccanismo di selezione dei contribuenti a rischio, basato sullo sfruttamento dell'intelligenza artificiale, è già attivo

Diluvio di avvisi bonari, ecco cosa aspettarsi dal Fisco

Pioggia di avvisi bonari nell'aria: entro il prossimo 31 dicembre, infatti, l'Agenzia delle entrate invierà in tutto 2.581.090 lettere di compliance con la speranza di rientrare nei paletti previsti dall'M1C1 del Pnrr. Al momento, secondo quanto riportato nella Nadef, ne sarebbero state recapitate già 1.902.546 (il 73,71%): all'appello mancherebbero quindi circa ulteriori 600mila lettere.

Intelligenza artificiale

La macchina messa in moto dal Fisco sfrutta così per la prima volta le nuove metodologie di analisi di rischio basate su algoritmi e intelligenza artificiale. Il nuovo iter automatizzato di selezione dei contribuenti, definito nella Nadef come "vero e proprio cambio di paradigma nella lotta all'evasone fiscale", dovrebbe in teoria contribuire a individuare i soggetti più a rischio. A questi saranno indirizzate le "comunicazioni cambiaverso", con lo scopo dichiarato di spingere i destinatari verso comportamenti fiscali più consoni: ciò nonostante, è bene sottolinearlo, decine di cittadini stanno ricevendo avvisi bonari con la contestazione di importi irrisori, talvolta inferiori anche ai 5 euro.

Lettere di compliance

Relativamente alle comunicazioni di avvisi bonari, il Nadef programma già una serie di obiettivi da raggiungere per attuare il Pnrr. Uno dei primi è la riduzione del 5% del numero di lettere che presentano "falsi positivi", da attuare entro fine anno. Unitamente a questo passo, tuttavia, bisognerebbe anche estirpare il fenomeno dell'invio di avvisi bonari per cifre irrisorie come quelle sopra menzionate: in questo caso la spesa supera spesso e volentieri l'incasso.

Relativamente alle lettere di compliance, tuttavia, vi sono ulteriori traguardi da raggiungere.

In primis il numero degli invii su base annuale, che dovrà essere incrementato almeno del 20%: ciò significa che ai 2,5 milioni di comunicazioni inoltrate nel 2022 dovranno fare seguito almeno i 2,2 milioni e i 3 milioni fissati rispettivamente per 2023 e 2024 nel budget economico dell'anno in corso.

L'ulteriore stretta

A dover aumentare sarà anche il gettito atteso degli avvisi bonari: l'M1C1 del Pnrr richiede un incremento del 15%. Sulla base dei dati rilevati al 31 di agosto, come riferito nella Nadef, la riscossione seguita alle comunicazioni ha raggiunto quota 2,066 milioni di euro, corrispondente all'84,83% dell'obiettivo dichiarato.

Il Fisco ha in programma di attuare un'ulteriore stretta, sia sfruttando al meglio il patrimonio informativo di cui già dispone, e che potrebbe ampliare ulteriormente in caso di introduzione di nuove norme ad hoc, che potenziando gli strumenti di selezione dei contribuenti a rischio.

Oltre che implementare le tecnologie di intelligenza artificiale, l'Agenzia delle entrate sta già potenziando i reparti operativi: al personale utilizzato solitamente in questo ambito, ad esempio, sono stati affiancati anche esperti in materie statistiche, informatiche ed ecometriche. L'obiettivo è completare il traguardo di invio per il 2022 entro il 31 dicembre.

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