Comitati divisi da 100 metri, ma uniti da Totti

L’attesa del voto davanti agli Azzurri. Gasparri. «La vittoria al Nord? Non ci sarà la guerra d’indipendenza...»

da Roma

Cento metri, non di più, separano l’hotel Jolly, sede del Comitato per il «sì» al referendum, dalla sede nazionale della Cgil, quartier generale del Comitato per il «no». Ma se nella sala allestita dalla Casa delle libertà i vari esponenti del centrodestra presenti iniziano fin dai primi sondaggi a commentare l’esito del referendum in collegamenti televisivi e non, nella sede del primo sindacato italiano regna invece la calma finché l’esito del voto non va delineandosi con le prime proiezioni e nella sala del parlamentino della Cgil non si vede nessun nessun leader politico. Così, nel primo pomeriggio, la testa di molti è piuttosto rivolta alla partita dell’Italia e, in particolare, alla notizia dell’esclusione di Francesco Totti a favore di Alessandro Del Piero. Tanto che per vedere la partita della Nazionale nella sede del Comitato del «sì» è stato allestito un maxischermo mentre in quella del Comitato del «no» non mancano le televisioni 16:9.
Così, all’hotel Jolly il Comitato per il «sì» attende l’esito del referendum ma è pronto a tifare per gli azzurri che di lì a poco sfideranno l’Australia negli ottavi di finale della coppa del Mondo. Ci sono Andrea Pastore, presidente del comitato ed esponente di Forza Italia, Antonio Tajani, Lucio Malan, Renato Brunetta, Maurizio Gasparri, Donato Bruno e Benedetto Della Vedova. A tenere banco, però, è l’ex ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri. L’esponente di An, appena arrivati i dati sulle intenzioni di voto che registravano un sostanziale testa a testa, sceglie la strada della cautela. «Francamente - dice ai cronisti - se al Nord vincesse il “sì” non credo cambierebbe nulla, magari le forze presenti in quelle regioni sarebbero più determinate ma, credo, non cambierà più di tanto». Poi aggiunge ironico: «Non credo che ci sarà un’altra guerra, dopo quella dell’indipendenza...». «Ad ogni modo - conclude l’ex ministro di An - finora la notizia sembra essere che, per una volta, i sondaggi verrebbero confermati dai voti veri. Ma aspettiamo di vedere come finirà».

E mentre sul maxischermo passano le immagini della Nazionale ammette: «Sono romanista, quindi mi dispiace che Totti non giochi. Se l’Italia vincerà avrà avuto ragione Lippi altrimenti no. Siccome sono patriota mi auguro di non aver sbagliato...».

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