Nasconde la propria sieropositività. E la ex muore di Aids

Il 58enne non rivelò niente alla donna, neppure quando venne a conoscenza delle sue gravissime condizioni di salute

Nasconde la propria sieropositività. E la ex muore di Aids
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Dovrà difendersi in tribunale dall'accusa di omicidio volontario il 58enne che avrebbe tenuto nascosta alla compagna la sua sieropositività provocandone il decesso per Aids nel luglio del 2017.

Nel processo bis a carico di Luigi De Domenico, infatti, l'accusa ha richiesto alla Corte d'Assise di Messina una condanna a 25 anni di reclusione: secondo il pubblico ministero Roberto Conte, infatti, pur essendo a conoscenza della propria sieropositività, il 58enne avrebbe taciuto la verità all'avvocatessa 45enne. I due si lasciarono nel 2008 dopo 4 anni di relazione, ma De Domenico non avrebbe mai rivelato nulla alla ex, neppure quando nel 2015 venne a conoscenza delle sue gravissime condizioni di salute oltre che del fatto che i medici a cui la donna si era rivolta non riuscissero a comprendere quale patologia la stesse affliggendo. Quando la 45enne venne a conoscenza della verità, oramai per lei era troppo tardi e si spense tra atroci sofferenze

Era stata la sorella della vittima a combattere con caparbietà per ottenere giustizia, riuscendo a ricostruire la vicenda e a risalire alle reali responsabilità di Luigi De Domenico. Grazie alle indagini degli inquirenti si scoprì che anche la prima moglie del 58enne, da cui ebbe peraltro una figlia, morì di Aids. A tutte le donne con cui da allora intrattenne una relazione, pur essendo a conoscenza della verità, l'imputato raccontò che la ex era deceduta a causa di un tumore. Versione confermata anche in tribunale dalle altre vittime, che dichiararono di essere sempre state all'oscuro della sieropositività di De Domenico e di aver subito loro stesse il contagio proprio per questo motivo.

Dopo le richieste del pubblico ministero, la parola passa ora a Bonni Candido e Elena Montalbano, gli avvocati di parte civile che rappresentano i familiari della donna. Sarà infine la volta dell'avvocato Carlo Autru Ryolo per la difesa.

In realtà il 58enne era già stato condannato a 22 anni di reclusione (la richiesta da parte dell'accusa fu anche allora di 25 anni), ma in appello il processo era stato annullato in quanto, come

rilevato dalla difesa, due giurati che componevano la Corte d'assise di Messina avevano già compiuto 65 anni durante il processo, superando pertanto il limite di età previsto dalla legge per poter fare parte del collegio.

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