La sparata del ministro brasiliano: "Buco nero termine razzista"

La titolare dell’uguglianza razziale Anielle Franco abbraccia il politicamente corretto: “Serve un’alfabetizzazione razziale della società”

La sparata del ministro brasiliano: "Buco nero termine razzista"
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Nuove frontiere del politicamente corretto in Brasile. Il ministro per l’uguaglianza razziale Anielle Franco ha infatti scritto un nuovo capitolo della folle tendenza iper-progressista: secondo la sorella dell'attivista per i diritti umani Marielle Franco - assassinata nel 2018 - alcune parole del vocabolario come "denigrare" e il termine astrofisico "buco nero" sarebbero razziste. Questa la sua versione: "Denigrare è una parola che il movimento nero non usa in alcun modo. Così come l'espressione: 'Siamo usciti da questo buco nero’, che sentiamo spesso".

Per Anielle Franco è necessaria un'alfabetizzazione razziale della società, con tanto di “insegnamento della storia e della cultura afro-brasiliana nei curriculum scolastico". Una sparata d’autore, fortunatamente stroncata da diversi esperti. Particolarmente critica nei confronti della titolare dell’uguaglianza razziale brasiliana è stata la linguista Cintia Chagas, che ha ricordato come la parola "denigrare" deriverebbe dal latino quale sinonimo di "oscurare", e non avrebbe pertanto alcun connotato razzista.

Secondo Franco, anche dopo 135 anni dall’abolizione della schiavitù è necessario mettere al bando determinate parole e determinate espressioni. E ancora il processo di decostruzione del razzismo coinvolgerebbe diversi settori, dalle scuole alle autorità pubbliche a livello municipale, statale e federale. "Credo e spero, penso che sia un inizio che abbiamo fatto nel ministero, che abbiamo l'alfabetizzazione in tutti i luoghi possibili, sia pubblici che privati", le sue parole riportate da Veja. Inoltre, in vista della Giornata della coscienza nera – in programma il prossimo 20 novembre – è previsto un pacchetto di misure rivolte alla popolazione di colore.

Difficile condividere il discorso del ministro brasiliano. Perché il collega titolare della Salute potrebbe presto puntare il dito contro i virus informatici, rei di screditare le campagne di vaccinazione. Ma soprattutto insistere sul fatto che parole come “nero” e “scuro” – e qualsivoglia altre variante – abbiano sempre una connotazione razziale dispregiativa è negazionismo etimologico.

Il prossimo passo quale sarà? Eliminare la dicotomia tra luci e tenebre nata con l’universo? Riscrivere “Il lago dei cigni", considerando che il cigno nero è il gemello cattivo? O ancora chiederemo ai Neri per caso di cambiare nome per evitare fraintendimenti? Ciò che è certo è che dichiarare guerra alle parole anziché combattere il razzismo reale non porterà alcun risultato.

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