"Israele assassino". I pro-palestinesi in piazza a Parigi nonostante il divieto

Centinaia di persone in Place de la République: tafferugli con le forze dell'ordine. Il ministro dell'Interno Darmanin aveva ordinato il fermo degli organizzatori e dei "facinorosi che turbano l'ordine pubblico"

"Israele assassino". I pro-palestinesi in piazza a Parigi nonostante il divieto
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Centinaia di manifestanti pro-palestinesi in piazza a Parigi, in Francia, nonostante il divieto sancito dal governo. Sin dal tardo pomeriggio, decine di persone si sono riunite in Place de la République, nel cuore della capitale, con bandiere palestinesi e scandendo slogan come "Palestina vincerà" o"Israele assassino, Macron complice". La polizia ha fatto uso di gas lacrimogeni e di idranti per tentare di evacuare, finora senza risultati, la piazza.

Come riportato da BFM Tv, il tribunale amministrativo di Parigi aveva confermato il divieto di manifestazione pro-palestinese in Place de la République. In seguito al ricorso presentato da diverse associazioni, il giudice aveva stabilito che "il prefetto di polizia, vietando la manifestazione in questione, non ha cagionato un attentato grave e manifestamente illegale alle libertà di espressione, di riunione e di manifestazione".

Come anticipato, il ministro Darmanin ha disposto lo stop alle manifestazioni pro-palestinesi in Francia, con il fermo degli organizzatori e dei facinorosi che turbano l'ordine pubblico. In una comunicazione ai prefetti, ha sancito il divieto sistematico delle manifestazioni filo-Hamas e l'arresto dei "piantagrane". Secondo il titolare dell'Interno transalpino, questi eventi potrebbero generare disturbi all'ordine pubblico e per questo motivo è necessario impedirli: "E l'organizzazione di queste manifestazioni vietate deve dar luogo ad arresti".

Il ministro Darmanin ha anche chiesto ai prefetti di applicare una protezione sistematica e visibile di tutti i luoghi frequentati dai francesi di fede ebraica. Inoltre, è necessario anche“denunciare sistematicamente e senza ritardo al pubblico ministero qualsiasi reato di carattere antisemita”.“Agli stranieri autori di tali reati occorre sistematicamente revocare il permesso di soggiorno e procedere senza indugio all'espulsione, ha scritto ancora il ministro dell'Interno nella sua comunicazione, invocando anche l'espulsione di individui vicini al movimento terroristico Hamas o ad organizzazioni che promuovono il terrorismo.

Tre organizzazioni che avevano indetto manifestazioni, la FTCR (Fédération des Tunisiens pour une Citoyenneté des deux Rives), l'AFPS (Association France Palestine Solidarité) e la CAPJPO-Europalestine, hanno presentato un ricorso provvisorio volto a sospendere il divieto. "Non ci arrenderemo", ha risposto all'AFP Bertrand Heilbronn, presidente dell'AFPS: “Queste manifestazioni danno uno sbocco politico alla rabbia che vuole essere espressa, è importante che possiamo portare questa voce”.

Una posizione che testimonia il clima di alta tensione in Francia a sei giorni dall'offensiva dei miliziani di Hamas contro Israele. In alcune città i raduni si sono svolti regolarmente nonostante il divieto: lunedì a Lione si sono riunite decine di persone con la bandiera palestinese, stesso scenario mercoledì a Nantes, Nîmes e Bordeaux.

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