Bergoglio: "I governi rispettino i patti sui migranti"

Papa Bergoglio si è espresso di nuovo sui migranti e sui loro diritti. Per il pontefice argentino adesso è ora di passare dalle parole ai fatt

Bergoglio: "I governi rispettino i patti sui migranti"

Papa Bergoglio​, questa mattina, ha parlato ancora dei migranti e dei loro diritti. Durante un'udienza con l'International Catholic Migration Commission, Francesco ha voluto ribadire la necessità, per i governi del mondo, di mettere in pratica interventi concreti e provvedimenti tesi a migliorare le condizioni dei rifugiati. E il suo pensiero in materia sembra non essere cambiato di una virgola:"Per liberare gli oppressi, gli scartati e gli schiavi di oggi - ha sottolineato il pontefice argentino - è essenziale promuovere un dialogo aperto e sincero con i governanti, un dialogo che fa tesoro dell'esperienza vissuta, delle sofferenze e delle aspirazioni del popolo, per richiamare ciascuno alle proprie responsabilità". Dalle parole, insomma, bisogna passare ai fatti.

"I processi avviati dalla comunità internazionale verso un patto globale sui rifugiati e un altro per una migrazione sicura, ordinata e regolare rappresentano uno spazio privilegiato per realizzare tale dialogo", ha dichiarato Bergoglio, dato anche il fatto che "la Commissione si è impegnata in prima linea offrendo un contributo valido e competente in ordine a trovare quelle nuove vie auspicate dalla comunità internazionale...". Strade che sono state individuate per fornire risposte concrete alle conseguenze derivanti dai fenomeni migratori. Poi le "indicazioni" agli esecutivi:"Insieme dobbiamo incoraggiare gli Stati a concordare risposte più adeguate ed efficaci alle sfide poste dai fenomeni migratori; e possiamo farlo sulla base dei principi fondamentali della dottrina sociale della Chiesa". Quanto è stato codificato all'interno dei documenti citati, per il pontefice, deve essere rispettato dai governanti. Il Vaticano, insomma, di nuovo in prima linea sull'accoglienza.

Del resto, dopo il risultato delle elezioni politiche italiane, il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin aveva evidenziato quale sarebbe stato

l'atteggiamento della Santa Sede: continuare nell'opera di educazione contro la paura dei migranti. Puntando ad esempio sui giovani che sembrano avere un atteggiamento diverso verso quello che sarebbe un "fenomeno dei nostri tempi".

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