Giuseppe Cruciani: "Ci chiedono altri sacrifici? La fiducia in Conte è finita"

Giuseppe Cruciani attacca il governo e le sue decisioni nella gestione dell'emergenza coronavirus, dai ristori che non arrivano alla confusione nella comunicazione

Giuseppe Cruciani al Festival del giornalismo
Giuseppe Cruciani al Festival del giornalismo

Che Natale sarà? È la domanda che si pongono in tanti in queste ore. La settimana appena iniziata è quella del nuovo Dpcm che dovrà essere varato entro il prossimo 3 dicembre e dovrebbe avere valenza per tutte le feste, Natale e capodanno inclusi. Sul tema, La Verità ha intervistato Giuseppe Cruciani, che come sempre ha parlato fuori dai denti per dare la sua opinione in merito all'operato del governo nella gestione dell'emergenza passata, presente e futura. Si preannunciano feste con forti restrizioni, nonostante si inizi a vedere un miglioramento della curva epidemica.

"Il governo sta prendendo tempo, in attesa di un vaccino di cui non sappiamo ancora nulla. Tra qualche mese, la politica 'apri e chiudi' porterà a un risultato disastroso: la chiusura a tappeto di migliaia di aziende. Le attività che avremmo potuto tenere in piedi scompariranno", afferma Giuseppe Cruciani commentando le misure fin qui adottate dal governo e le relative conseguenze. Il giornalista, nonostante si sia dimostrato più volte critico con il governatore della Campania, concorda con lui sul caos generato dalla differenziazione del Paese in zone: "Da un certo punto di vista, Vincenzo De Luca ha ragione. I criteri sono abbastanza oscuri, almeno per gli italiani. Sono chiari solo al Comitato tecnico scientifico. Il problema del governatore è uno solo: quando le indicazioni sono contro la Campania, il governo è una merda; quando vanno in un'altra direzione, allora va tutto bene. In ogni caso, a Palazzo Chigi preferirei De Luca a Giuseppe Conte, che non rappresenta nessuno".

Per Giuseppe Cruciani, l'esternazione del ministro Francesco Boccia sull'orario di nascita di Gesù rientra tra le "piccole uscite mediatiche". Il conduttore de La Zanzara ha fiducia nel Paese ma non nel suo governo: "Gli italiani sono anche pronti a rinunciare al Natale in comune in cambio di una prospettiva certa, che però non c'è. Non esiste né dal punto di vista economico, perché sappiamo che il governo non è in grado di ristorare e di compensare le perdite economiche di migliaia di aziende, né dal punto di vista sanitario". Nel mirino di Cruciani c'è la comunicazione spesso confusionaria da parte delle istituzioni: "Ci sono spesso dichiarazioni contraddittorie e non si capisce se sono solo idee di un ministro oppure espressione della linea di governo". Lo scetticismo di Cruciani è massimo quando si parla di chiusure e divieti natalizi: "Controllare quante persone ci sono dentro casa è una follia da Stato di polizia, non succederà. L'indicazione del numero è strana, fatta per evitare cenoni o riunioni con 20 persone. Ma gli spostamenti tra casa e casa ci saranno, bisogna accettarlo. Gli italiani si riuniranno: c'è chi sarà prudente e lo farà con poche persone e chi avrà meno attenzione. Bisogna accettare un minimo di rischio per campare. Chi ha voglia di rischiare un po', lo farà. Non è la peste nera".

Anche il conduttore de La Zanzara, al pari di molti altri, è scettico sulla chiusura degli impianti sciistici ma, se proprio ci dovrà essere, sarà necessario che gli imprenditori vengano rimborsati immediatamente "non con i tempi del governo. I soldi li devi dare sull'unghia, non con i tempi della burocrazia italiana, con i decreti Ristori uno, due e quant' altro". Questo crea un fortissimo disagio, che porta gli italiani a disubbidire. Loro, per Cruciani, sono gli eroi di questo tempo, "Perché ci mettono la faccia, non aprono di nascosto. Trovo assurdo chiudere ristoranti o altre attività dopo aver chiesto investimenti per la sanificazione o per il rispetto del distanziamento nei locali. Trovo assurdo poi che queste persone non abbiano un risarcimento immediato, il governo promette delle cose che poi non fa".

A marzo gli italiani erano fiduciosi ma ora che hanno provato sulla loro pelle la gestione sconclusionata: "Si sono stufati, non vedono una prospettiva chiara. Perché in Italia i ristoratori si incazzano e in Francia no? Perché alcune scadenze fiscali in Italia sono state rimandate e altre no? I soldi sono pochi, le prospettive non ci sono. In Francia si fidano di più del governo, evidentemente". La mancanza di fiducia in Giuseppe Cruciani è forte anche per i vaccini: "Fatico a credere che il vaccino sia la soluzione di tutti i mali. Per una malattia del genere, non lo farei. In più, la corsa delle aziende per dimostrarne l'efficacia non mi piace, mi puzza".

Lo stesso sentimento di sfiducia, Cruciani lo prova vero Domenico Arcuri, nominato anche commissario per i vaccini: "Credo sia sbagliato affidare una cosa così importante come i vaccini a chi ha commesso diversi errori in altri campi. I precedenti non sono a suo favore. Detto questo, sempre meglio che una poltrona in più. Quello che abbiamo ci becchiamo. Che qualcuno ce la mandi buona".

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