Le voci su Galantino: sarà arcivescovo di Bari?

Galantino sarebbe stato indicato come prossimo arcivescovo di Bari-Bitonto. Indiscrezioni romane che non trovano conferma

Le voci su Galantino: sarà arcivescovo di Bari?

Le voci non hanno sin'ora trovato conferma, ma qualcuno ha già scritto al riguardo: Monsignor Nunzio Galantino, segretario della Conferenza Episcopale Italiana, sarebbe stato indicato come prossimo arcivescovo della diocesi di Bari-Bitonto. Una notizia che alimenterebbe alcune indiscrezioni secondo cui, il presidente della Cei Gualtiero Bassetti, non avrebbe visto di buon occhio alcune recenti uscite dottrinali del vescovo pugliese. Bruno Volpe su La Fede Quotidiana ha sottolineato che: "Galantino è cerignolano, conosce molto bene le cose della Puglia ed ultimamente ha accentuato le sue presenze in Puglia". E ancora: "Rumors romani riportano che le relazioni tra l’attuale presidente della Cei Bassetti e Galantino non siano idilliache e che il cardinale non sarebbe affatto scontento di una partenza di Galantino...".

Il tutto - ovviamente - va preso con le pinze: il segretario della Cei è da sempre considerato un uomo molto vicino a Papa Francesco oltre che un membro dell' "ala progressista" della Chiesa. Qualcuno del fronte conservatore - insomma - potrebbe aver deciso di colpirlo "politicamente" mettendo in giro quella che potrebbe risultare una vera e propria bufala. Fatto sta che in queste ore le voci al riguardo circolano anche attraverso incontri e telefonate. Ma quali potrebbero essere i motivi dell'incrinarsi dei rapporti tra il segretario generale e il presidente della Cei? Scrive sempre Volpe: "...monsignor Galantino, vescovo interventista in politica ed emerito di Cassano allo Jonio, recentemente si è reso famoso per alcune affermazioni come quella sulla Riforma protestante opera dello Spirito Santo e l’altra altrettanto clamorosa, su Sodoma salvata ed è invece noto che Sodoma venne distrutta". Bassetti - insomma - non avrebbe gradito più di tanto queste uscite e Galantino avrebbe destato "imbarazzo" e "sconcerto" in certi ambienti del Vaticano.

Solamente due giorni fa - peraltro - il vescovo emerito di Cassano all'Ionio - è tornato a parlare dell'argomento che sembra stargli più a cuore, lo Ius soli: "Non penso di dire cose nuove ma ciò che già tantissimi pensano...È importante aprire il nostro cuore, anche attraverso forme di riconoscimento di chi è nato e studia in Italia, accettando i nostri valori. Accogliere non significa rinunciare alla propria identità".

Sembra inconsueto - in definitiva - che un segretario generale cui avrebbero ordinato di fare la valigia continui a battersi come un leone per l'approvazione di questo provvedimento legislativo. Voci, quindi, che almeno per ora restano tali.

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