Allatta la neonata "sbagliata", la mamma fa causa all'ospedale

Mamma e papà si sono resi conto dell’errore solo il mattino seguente e hanno deciso di sporgere denuncia

Allatta la neonata "sbagliata", la mamma fa causa all'ospedale

Uno scambio di culle che può arrivare a costare caro a un ospedale di Brescia che con 2.900 neonati in un anno risulta essere il quinto ospedale per nascite. Stiamo parlando della Fondazione Poliambulanza di Brescia. Una mamma si è trovata ad accudire e allattare una bimba appena nata e solo il giorno dopo ha saputo che non era quella sua figlia. Una vicenda che ha dell’incredibile quella capitata a una coppia del capoluogo di provincia che alla fine ha deciso di denunciare la struttura ospedaliera. In verità è stato il marito della donna ad accorgersi del possibile errore e ad avanzare dubbi.

Cosa è successo in ospedale

La notizia avrebbe generato uno choc nella neo mamma, che ha partorito lo scorso ottobre, portandola ad affidarsi all’avvocato Maria Cristina Tramacere dello studio legale Ambrosetti Tramacere di Capriolo e Rovato per chiedere un risarcimento al danno subito. La donna ha confessato di aver avuto diverse difficoltà a instaurare in seguito un rapporto con quella che era invece la figlia naturale. Come riportato da Il Giorno, la mamma ha raccontato: “ Ho partorito all'1.55 e sono stata in sala parto perché non erano disponibili posti letto e dovevano aspettare il tampone per il Covid 19. La mattina dopo ho chiesto della bambina e mi hanno risposto che era nel reparto di patologia neonatale e che dopo qualche ora avrei potuto vederla. Quando è arrivato l'esito del tampone ho domandato di poter prendere la piccola al nido e così mi hanno consegnato la mia presunta figlia. Quando mi è stata data erano presenti una dottoressa e un'infermiera. Mi hanno lasciato una culla, che riportava il nome di mia figlia. La bambina indossava gli abiti da me forniti”.

Questo è il primo parto della donna che per le ore successive si è quindi occupata solo di quella bimba che aveva tra le braccia, allattandola e coccolandola, credendola sua figlia. Ovviamente in quelle ore saranno state fatte foto alla piccola, i parenti l’avranno vista per la prima volta e la neo mamma avrà iniziato a chiamarla con il suo nome. Il sogno si è però trasformato in un incubo quando è arrivato il marito della puerpera. È infatti stato lui ad accorgersi che c’era qualcosa di strano e a sollevare i primi dubbi. Il sospetto è nato quando l’uomo si è accorto che la piccola non aveva al polso il braccialetto messo dall'ospedale con il nome. Dubbio confermato quando è stato ritrovato nella culla il braccialetto, con però un altro nome.

Sul braccialetto c'era un altro nome

“La bambina a me affidata non aveva il braccialetto al polso, lo abbiamo trovato nella culla. La cosa che ci ha ulteriormente insospettito è che su di esso c'era il nome di un'altra bimba. La piccola che avevo coccolato con amore e dedizione, nutrito e fatto conoscere ai parenti, non era mia figlia” ha spiegato la donna. Una volta avvertito il personale medico è stata consegnata alla neo mamma quella che era veramente sua figlia. Da lì è partita la denuncia.

L’ospedale è a conoscenza della richiesta di risarcimento avanzata dai genitori, non ha negato, ma per il momento ha preferito non commentare l’accaduto. Lo farà in sede legale. L’altra coppia di genitori coinvolta nello scambio di culla non ha invece avanzato nessuna obiezione, né richiesta di danni.

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