Il Tar boccia il ricorso: restano le mascherine a scuola

Il Tar del Lazio mantiene l'obbligatorietà dell'uso delle mascherine fino alla fine dell'anno scolastico, esami di maturità compresi

Il Tar boccia il ricorso: restano le mascherine a scuola

Il Tar del Lazio mantiene l'obbligatorietà dell'uso delle mascherine a scuola fino al 31 agosto prossimo. Gli studenti dovranno, dunque, presentarsi a sostenere l'esame di maturità con il dispositivo di protezione individuale che ci accompagna fin dall'inizio della pandemia.

È stato, infatti, respinto il ricorso presentato dal Codacons perché l'interruzione anticipato di tale obbligo necessita di"un apposito decreto-legge, attesa l'inidoneità di un'ordinanza ministeriale a disporre in senso difforme a quanto previsto in apposita disposizione di rango legislativo, in mancanza di una norma che lo consenta espressamente". È legittima, dunque, l'ordinanza del ministero della Salute che predispone l'uso delle Ffp2 non solo per gli studenti delle scuole superiori che dovranno sostenere l'esame di maturità, ma anche per gli alunni di terza media che dovranno affrontare le loro prove scritte e orali. Stavolta, infatti, gli scritti di italiano e matematica si svolgeranno in presenza, mentre non vi sarà la prova scritta di lingue. Gli esami cominceranno il 22 giugno prossimo alle 8.30, con la prima prova scritta di italiano, uguale per tutto il territorio nazionale, mentre il giorno successivo si svolgerà la seconda prova scritta, diversa per ciascun indirizzo scolastico.

Dura la reazione del Codacons di fronte a “una decisione che dimostra come il Tar non abbia compreso che la legge ha integrato l'ordinanza impugnata, per cui il ricorso doveva essere proposto proprio contro quella ordinanza ministeriale”. Ecco, dunque, perché la sentenza del tribunale amministrativo, secondo l'associazione dei consumatori, è “gravissima ed errata". “Il risultato di questo errore commesso dal Tar sarà che gli studenti dovranno affrontare gli esami di maturità e di terza media indossando la mascherina, con tutti i disagi e i fastidi del caso, considerato il caldo di questi giorni e le temperature raggiunte nelle aule scolastiche”, osserva il Codacons, stupito anche per la condanna alle spese processuali e sempre più deciso a fare appello. Anche il sottosegretario all'Istruzione, il leghista Rossano Sasso, ha criticato la sentenza sottolineando che il problema è “il mancato provvedimento del ministero della Salute per revocare l'obbligo". E ha ribadito:"Dover stare con la mascherina quando si è seduti al proprio posto è un nonsenso, soprattutto ora che si possono tenere le finestre aperte”.

Anche per il nostro giornale è sempre sembrato anacronistico l'uso della mascherina a scuola, in un momento in cui si torna liberamente ad andare allo stadio, ai concerti e a festeggiare in massa le vittorie sportive della propria squadra di calcio.

“Ora che abbiamo riaperto tutto, che il peggio è alle spalle, che siamo protetti dal vaccino, ha ancora senso tenere quei ragazzi tutto il giorno in classe con la mascherina?”, si è chiesto recentemente Andrea Indini. Oggi apprendiamo che, per il Tar, usare la mascherina al chiuso con 40 gradi un senso ce l'ha, ma non capiamo ancora quale sia.

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