"Manca la dichiarazione". Il Fisco "sgancia" una valanga di lettere

Attenzione alle lettere del Fisco: si può regolarizzare la propria posizione provvedendo all'invio tardivo della dichiarazione dei redditi senza dover immediatamente pagare le imposte

"Manca la dichiarazione". Il Fisco "sgancia" una valanga di lettere

Per quanto concerne quelle dichiarazioni dei redditi 2021 che avrebbero dovuto essere presentate entro la data dello scorso 30 novembre, l'Agenzia delle entrate invierà ora delle lettere di compliance a quei contribuenti che hanno mancato di effettuare l'operazione.

Per ottenere una regolarizzazione, il Fisco chiede, oltre alla dichiarazione tardiva, anche il pagamento della sanzione per la ritardata trasmissione del modello ed il versamento delle imposte relative.

Secondo le norme vigenti, tuttavia, non ci sono vicoli per i contribuenti, che possono in ogni caso regolarizzare la loro posizione presentando la dichiarazione entro il prossimo 28 febbraio, senza dover subito pagare le imposte. Gli effetti della presentazione delle dichiarazioni tardive sono infatti svincolati dal versamento delle imposte, come previsto dall' art. 2, c. 7, dpr 322/98. Nel comma in esame, come riportato da Italia Oggi, viene precisato che "sono considerate valide le dichiarazioni presentate entro novanta giorni dalla scadenza del termine, salva restando l'applicazione delle sanzioni amministrative per il ritardo. Le dichiarazioni presentate con ritardo superiore a novanta giorni si considerano omesse, ma costituiscono, comunque, titolo per la riscossione delle imposte dovute in base agli imponibili in esse indicati e delle ritenute indicate dai sostituti d'imposta".

Il contribuente, dunque, può presentare la dichiarazione entro 90 giorni dalla scadenza prevista, e questa possibilità è svincolata dal pagamento dell'imposta. Sta poi al cittadino provvedere al saldo delle imposte, avvalendosi dei benefici previsti dal ravvedimento operoso (articolo 13 del Dlgs 472/97).

La stessa Agenzia delle entrate, all'interno della sua circolare 42/E/2016 (regolarizzazione delle dichiarazioni con errori o presentate in ritardo) specifica nel paragrafo 2.2.3 dedicato alla dichiarazione tardiva che"la sanzione fissa per la tardività (250 euro) può essere ridotta, in sede di ravvedimento operoso, a 1/10, ai sensi della lettera c) ('articolo 13 del decreto legislativo n. 472 del 1997); il tardivo o carente versamento del tributo può essere regolarizzato applicando le riduzioni previste dall'articolo 13 del D.lgs. n. 472 del 1997 a seconda del momento in cui interviene il versamento".

I contribuenti, pertanto, hanno la possibilità di scegliere, non sono obbligati. Ecco perché le lettere inviate dal Fisco devono essere prese come una segnalazione, anche utile.

È bene però ricordare che un conto è procedere con la regolarizzazione tramite invio della dichiarazione tramite modello presentato tardivamente, un altro è invece provvedere al pagamento delle imposte, cosa completamente affrancata dalla prima.

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