PartnerRe, salta la cessione

Covéa gioca al ribasso. Ma Elkann non ci sta

PartnerRe, salta la cessione

Colpo di scena: l'operazione PartnerRe-Covéa, gigante delle mutue francesi, non si fa più. Lo fa sapere Exor, dopo aver saputo che Covéa non onorerà i termini della lettera d'intenti siglata il 3 marzo scorso e che, quindi, non procederà con l'acquisizione di PartnerRe, società di riassicurazione interamente di proprietà della holding di casa Agnelli. L'intesa prevedeva che i francesi rilevassero PartnerRe per 9 miliardi di dollari, con un guadagno netto per Exor di 3 miliardi, visto che il colosso delle riassicurazioni era stato acquisito nel 2016 con un esborso di 6,7 miliardi di dollari. Covéa, che ha cercato di giocare al ribasso, ora sarà chiamata a pagare la penale previsto nel contratto.

Il cda di Exor, dal canto suo, ha precisato di aver preso atto delle prospettive positive per PartnerRe, che «gode di uno dei più alti rapporti di capitale e liquidità nel settore della riassicurazione globale e che si prevede non avrà sostanziali impatti dalla pandemia da Covid-19». Ribadendo, quindi, «la ferma convinzione che una vendita di PartnerRe, a condizioni inferiori a quelle stabilite nel protocollo d'intesa, non rifletta il valore della società».

La nota della holding guidata da John Elkann precisa anche che «Covéa non ha mai suggerito l'esistenza di un cambiamento sfavorevole sostanziale, incluso il rischio di pandemia, o qualsiasi altro problema in PartnerRe che spiegherebbe il suo rifiuto di onorare i

propri impegni».

In realtà, il problema coronavirus sta risparmiando le società di riassicurazione come PartnerRe che, invece - come ha scritto Elkann ieri sera ai dipendenti - vede migliorare le sue prospettive di business.

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