Riprendiamoci le case

Dalle abitazioni occupate alle tasse che uccidono il mercato: tre proposte per rilanciare un settore in crisi

Riprendiamoci le case

A causa della forte tassazione, gli italiani proprietari di casa (l'80% circa dell'intera popolazione, com'è noto) hanno già subito un "furto legalizzato" – per la caduta dei valori degli immobili causata, appunto, dalle imposte – di circa 2.000 miliardi. Ma tutto ciò non basta ancora. Corrado Sforza Fogliani, presidente Confedilizia, spiega perché lo Stato deve smettere di stritolare il mattone: altrimenti sarà boom di alloggi sfitti. Leggi l'articolo.

Che la scelta di costruire case pubbliche sia stata sbagliata è sotto gli occhi di tutti. I quartieri dell'edilizia popolare costano uno sproposito, offrono abitazioni di bassa qualità, creano "ghetti", diventano occasioni per occupazioni illegittime, hanno indici di morosità altissimi. Esiste un'alternativa? Sì. A partire dalla dismissione degli immobili pubblici. Carlo Lottieri ci spiega l'idea lanciata dall'Istituto Bruno Leoni. Leggi l'articolo.

A Milano su 40mila alloggi di case popolari, 4mila sono occupati da abusivi. E sui 5mila sfitti si esercitano continui tentativi di occupazione.

E l'ente Case Popolari non ha soldi per ristrutturare le case semidistrutte liberate dopo gli sgomberi. Francesco Forte illustra la ricetta liberale: gli inquilini diventino proprietari, così ci sarà meno degrado e più fondi a disposizione. Leggi l'articolo.

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