Egitto, violenze sul treno Ucciso un altro cristiano Richiamato ambasciatore

Continua l'eccidio di cristiani in Africa. In Nigeria preso d'assalto un villaggio: almeno 13 le vittime. In Egitto violenze su un treno: un morto e 5 feriti. Il Cairo richiama l'ambasciatore dal Vaticano

Egitto, violenze sul treno 
Ucciso un altro cristiano  
Richiamato ambasciatore

Continua l'eccidio di cristiani in Africa. Persecuzioni e violenze non si arrestano e fanno lievitare il numero dei fedeli in Cristo brutalmente uccisi dagli islamici. All’alba di oggi, in Nigeria, è stato preso d'assalto il villaggio di Wareng nello Stato centrale di Plateau, vera e propria cerniera tra il Nord islamico e il Sud prevalentemente cristiano o animista. Da settimane questa area è teatro di continui e sanguinosi scontri inter-religiosi. In serata, invece, un cristiano è stato ucciso con colpi d’arma da fuoco e almeno altri cinque sono rimasti feriti su un treno nell’Egitto meridionale. Intanto il governo del Cairo ha richiamato l'ambasciatrice presso la Santa Sede per consultazioni.

Un nuovo assalto ai cristiani Nell’assalto di questa mattina sarebbero morte almeno tredici persone. Il villaggio attaccato è abitato in maggioranza proprio da cristiani. L’eccidio è stato denunciato da fonti politiche locali, citate da un portavoce della polizia di Plateau, Abdulrahman Akano. Una pattuglia di agenti è stata inviata a Wareng per accertare l’accaduto.

Scontro a fuoco in Egitto Un cristiano copto è stato ucciso e altre cinque persone sono rimaste ferite in Egitto in un agguato sferrato a bordo di un treno. Secondo il quotidiano governativo al Ahram, un uomo ha aperto il fuoco in modo indiscriminato a bordo di un treno in viaggio dalla capitale Il Cairo verso Assuan, nel sud del Paese. L’agguato è stato sferrato nei pressi della città di Salmut, nella provincia di El Minia, in una zona dove risiedono molti copti. Il giornale precisa che l’uomo responsabile dell’attacco è stato arrestato ed è sotto interrogatorio. Al momento, tuttavia, non è chiaro se dietro all’agguato vi siano effettivamente motivi religiosi: alcune fonti locali, infatti, parlano di un "regolamento di conti". La notizia arriva in seguito alla strage di Alessandria e dopo gli appelli di Papa Benedetto XVI per la difesa dei copti egiziani.

Richiamata l'ambasciatrice egiziana L’ambasciatore egiziano presso la Santa Sede è stato richiamato al Cairo per consultazioni, dopo le dichiarazioni di Benedetto XVI sui copti egiziani obiettivo di un attentato ad Alessandria. Ieri, parlando agli ambasciatori accreditati presso la Santa Sede, nel tradizionale incontro di inizio anno, il Papa ha rivolto un nuovo appello ai governi e alle autorità religiose del Medio Oriente per la protezione dei cristiani. Benedetto XVI si è detto "profondamente addolorato" per "gli attentati che hanno seminato morte, dolore e smarrimento tra i cristiani dell’Iraq, al punto da spingerli a lasciare la terra dove i loro padri hanno vissuto lungo i secoli".

Frattini: "Intolleranza molto grave" "Sono episodi che meritano la più ferma condanna - ha spiegato il titolare della Farnesina - la comunità internazionale non può né deve chiudere gli occhi.

Siamo tutti chiamati ad azioni concrete ed efficaci per far sì che qualsiasi forma di violenza interreligiosa venga stroncata alla radice, innanzi tutto sostenendo i governi affinchè attuino le necessarie misure di prevenzione e sanzionino i violenti e gli estremisti". A intervenire deve essere anche l’Unione Europea, secondo il ministro, "a meno che non si voglia far vacillare quei principi universali ed irrinunciabili di civiltà sui quali poggia l'edificio comunitario".

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