"I killer hanno sparato per uccidere"

Investigatori della Mobile a caccia di due uomini dell'agguato in corso Garibaldi

"I killer hanno sparato per uccidere"
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Intorno a lui alcuni dei locali cittadini più à la page. Come il ristorante «El Carnicero» o il «Cimmino». Ma anche i classici «dopo cena» della «Milano da bere» di Brera, sparsi tra corso Garibaldi e Largo La Foppa e cullati dall'atmosfera tutt'altro che caotica di un martedì sera qualunque, non certo una giornata di movida da fine settimana. Poi all'improvviso, quello che non ti aspetti, un agguato degno della Chicago anni Trenta. Con due uomini, entrambi con il volto parzialmente coperto dalla visiera di un cappellino, che gli arrivano alle spalle e, proprio all'ingresso di un locale notturno, gli sparano due colpi di pistola, uno che gli sfiora la nuca e l'altro il collo. «Probabilmente avevano una pessima mira o hanno fatto le cose in maniera molto maldestra perché in quel tipo di agguato non si può voler semplicemente spaventare una persona, ma si agisce così solo se si vuole uccidere» diranno più tardi gli investigatori della Squadra mobile impegnati nell'indagine. Lui, la «vittima» che mercoledì sera a mezzanotte ha rischiato la pelle, è un cinese di 42 anni, incensurato, dipendente di una ditta in provincia di Varese, all'apparenza tranquillo. L'uomo, che al momento dell'agguato stava tornando a casa in via Marsala dopo una cena con un amico, nonostante il ferimento non ha mai perso i sensi. Con uno sforzo notevole e mentre perdeva copiosamente sangue, il cinese è scappato lungo corso Como verso largo La Foppa, finendo per chiedere aiuto all'interno di un bar che dà sull'entrato del metrò della linea verde, alla fermata «Moscova». Sul posto sono intervenute un'ambulanza e un'automedica e la vittima è stata trasportata in codice rosso al Niguarda, ma non è in pericolo di vita. Ieri l'uomo è rimasto in osservazione al Niguarda per ulteriori accertamenti: è ferito superficialmente. In ospedale gli hanno estratto schegge di proiettile dal collo e dalla guancia.

Nel frattempo alla Mobile gli investigatori, guidati dal dirigente Alfonso Iadevaia e dal suo vice Domenico Balsamo, stanno seguendo quella che è la prassi in casi come questi. E dopo aver acquisito le immagini delle numerose telecamere di videosorveglianza presenti nell'area per ricostruire la dinamica dell'agguato e individuare i responsabili, hanno fatto i rilievi dopo aver repertato i molti bossoli rinvenuti sull'asfalto. Nel mirino della polizia uno dei principali interrogativi riguarda il movente di questa imboscata. «Una rapina ci sembra l'unica ipotesi da poter scartare al momento» spiegano in questura.

Gli inquirenti stanno anche verificando se la vittima - che sostiene di non aver riconosciuto i suoi aggressori - fosse già nota alle forze dell'ordine o se avesse ricevuto minacce in passato.

Negli ultimi anni, la zona intorno a corso Garibaldi è stata presa d'assalto dalla microcriminalità, per lo più legata alla movida notturna del fine settimana. Il 25 agosto 2024, un giovane marocchino di 23 anni è stato accoltellato al torace e al braccio all'uscita di una discoteca in corso Garibaldi, dopo una lite iniziata all'interno del locale e proseguita all'esterno. A poche ore di distanza, un diciottenne tunisino è stato aggredito e accoltellato in piazza Freud, davanti alla stazione Garibaldi, riportando ferite alla zona lombare e alla clavicola.

Appena quattro giorni fa, domenica mattina, all'orario di chiusura dei locali, un egiziano di 32 anni, addetto alla sicurezza della discoteca all'angolo tra Largo La Foppa e corso Garibaldi, il «The Club», era intervenuto per interrompere un corpo a corpo tra più ragazzi e due di loro lo avevano colpito con alcune coltellate all'addome e alla schiena.

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