I soccorsi: "Il piccolo già non respirava più"

Il toccante racconto di un testimone: "Ho fatto entrare il padre al caldo, in negozio, ma non era lucido. La madre stava fuori e piangeva. Lui invece continuava a tenere in braccio il bimbo che era bluastro"

I soccorsi: "Il piccolo già non respirava più"

Bologna - "Ho fatto entrare il padre al caldo, in negozio, ma non era lucido. La madre stava fuori e piangeva. Lui invece continuava a tenere in braccio questo bimbo, che sembrava già morto. Era bluastro. Non respirava più". E' il toccante racconto di un testimone, un dipendente della farmacia comunale di piazza Maggiore di Bologna, uno dei primi, nel pomeriggio del 4 gennaio, ad allertare i soccorsi per il neonato, figlio di due senza fissa dimora, poi morto qualche ora più tardi all’ospedale Sant’Orsola, dove è stato ricoverato con il gemellino.

La farmacia ha l’ingresso di fianco alla porta principale di Palazzo D’Accursio, sede del Comune, su un lato della piazza, alla destra, guardando la basilica di San Petronio. "Erano da poco passate le 15. Una collega mi ha avvertito, e mi ha descritto la scena, dicendomi che era già stata chiamata un’ambulanza. Sono uscito e ho visto, subito fuori dal portico, un capannello di persone intorno a questi genitori".

Il padre, ha detto il farmacista, sembrava sotto choc. "Non era lucido, con lui non si riusciva ad interagire". Vista la gravità della situazione e poichè i soccorsi non arrivavano, il farmacista ha spiegato di aver fatto entrare l’uomo dentro, con il bambino, per riparararsi. Poi ha di nuovo provato a chiamare il 118. "Quando ho telefonato, mi hanno detto che l’ambulanza era appena arrivata.

Infatti sono di nuovo uscito sulla piazza, e l’ho vista". Partita per l’ospedale, un ultimo particolare gli è rimasto impresso: "Si è presentato questo signore, dicendo di essere il nonno. Portava una carrozzina vuota, ci ha chiesto se la potevamo custodire noi".

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