Dopo 101 anni, Salò ha revocato la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini

La città che nel 1943 divenne "Capitale" della Repubblica Sociale Italiana, oggi a guida Pd, ha votato la mozione per la cittadinanza concessa al Duce nel 1924

Dopo 101 anni, Salò ha revocato la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini
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Al secondo tentativo, il Comune di Salò ha revocato la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini dopo cento anni. Il consiglio comunale di quella che fu la "Capitale" della Repubblica Sociale Italiana negli ultimi anni della Seconda guerra mondiale, con dodici i voti a favore della mozione presentata da Tiberio Evoli, consigliere della maggioranza di centrosinistra. Tre i consiglieri contrari e uno astenuto, tutti appartenenti a liste civiche. La cittadinanza onoraria al Duce venne conferita nel maggio del 1924 dal commissario prefettizio Salvatore Punzo, pochi gorni prima del delitto Matteotti.

Il conferimento è di circa 20 anni antecedente alla nascita della Repubblica Sociale Italiana, che vide la luce nel 1943 per poi essere dissolta con la caduta di Mussolini nel 1945. Sono state numerose le polemiche degli anni precedenti, che hanno aperto un dibattito sulla correttezza o meno di questa revoca. Da una parte ci sono stati i sostenitori della necessità di agire per "riparare" a un errore storico, come è stato spesso definito, slegando ufficialmente la figura di Mussolini dalla città. Dall'altra c'era chi non considerava questo gesto simbolito corretto considerando il conferimento della cittadinanza come un fatto storico che non cancella effettivamente il legame tra Salò e il Duce. È vero che ciò che la storia ha scritto il futuro non può cancellare ma è altrettanto vero che dal centrosinistra, in nome dell'antifascismo, hanno ritenuto opportuno agire in questa direzione per prendere le distanze da Mussolini in via ufficiale.

Quando a Salò avevano ancora sede alcuni ministeri, Benito Mussolini ha anche trascorso alcuni giorni soggiornando in un palazzo che oggi è un Grand Hotel di lusso a due passi dal Lago di Garda. "La nostra costituzione poggia su basi antifasciste e quindi direi che è arrivato il momento per compiere questo passo", ha detto nei giorni scorsi l'ex ministro della Giustizia Marta Cartabia. "Potevamo portare il caso in aula per il 25 aprile ma abbiamo anticipato i tempi", hanno spiegato i consiglieri di maggioranza, che avevano pochi dubbi sulla riuscita della mozione.

La prossima città che potrebbe revocare la cittadinanza onoraria a Mussolini è Brescia, che ha già avviato le pratiche di una mozione lo scorso ottobre 2024 ma non si esclude che vogliano simbolicamente aspettare il 25 aprile. Sono numerose le città che nel Ventennio diedero la cittadinanza onoraria al Duce, alcune hanno deciso di procedere con la revoca, altre non se ne curano e lo considerano un segno del passato.

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