Gli esperti bocciano Stamina: ai malati quella cura non serve

Parere negativo del Comitato scientifico, ma la decisione finale spetta al ministro della Salute. Vannoni annuncia già il ricorso

Gli esperti bocciano Stamina: ai malati quella cura non serve

Roma - No alla sperimentazione del metodo Stamina, non ci sono i presupposti per avviare i test. Questo il parere del Comitato scientifico nominato dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che in sostanza ha bocciato dal punto di vista medico la terapia messa a punto da Stamina Foundation.
Ma il presidente di Stamina, Davide Vannoni, non intende fare passi indietro e ha già annunciato che presenterà ricorso al Tar.
Che cosa accadrà adesso? La parola passa al ministro Lorenzin ma non esistono facili soluzioni per il governo in questa vicenda che diventa sempre più complicata e sulla quale comunque inevitabilmente pesano anche i destini dei tanti malati in attesa di una cura che dia loro speranza.
Non è certo che la sperimentazione venga bloccata nonostante il parere negativo del Comitato, parere che infatti non è vincolante. Anche perchè il via libera alla sperimentazione è stato dato dal Parlamento, quindi il ministro potrebbe decidere di non pronunciarsi personalmente, rimandando la questione alle Camere.

Intanto dal ministero fanno sapere che la Lorenzin non ha ancora neppure materialmente ricevuto la relazione del Comitato scientifico e dunque nessuna decisione è stata presa. La bocciatura del Comitato scientifico per il momento non è stata annunciata in modo ufficiale. Ma già da giorni circolavano voci insistenti, che ieri si sono trasformate in certezze, sul parere negativo degli esperti. Tra loro il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, Fabrizio Oleari; il direttore generale dell'Agenzia del Farmaco, Luca Pani; il direttore del Centro nazionale trapianti, Alessandro Nanni Costa. Nel Comitato scientifico anche il genetista Bruno Dalla Piccola e altri scienziati la cui presenza era stata subito contestata da Vannoni perchè ritenuti «non imparziali» in quanto si erano già pronunciati in modo critico sul metodo. «Quei membri si erano già espressi chiaramente contro il metodo Stamina -ha ribadito ieri Vannoni subito dopo aver saputo della bocciatura- Avevo già pronto il ricorso prima ancora di conoscere la decisione del comitato perchè eravano convinti che i membri fossero tutti fortemente prevenuti». Vannoni ora aspetta di leggere «parere e motivazioni» del no al suo metodo ma ricorda pure che «il Parlamento ha stabilito che la sperimentazione si deve fare ed ha già stanziato 3 milioni di euro.

Non credo che il Comitato possa bloccarla». Su questo ultimo punto Vannoni potrebbe aver ragione. Il parere del Comitato non è vincolante e dunque in teoria la sperimentazione potrebbe andare avanti. Ora la decisione è nelle mani del ministro che francamente ha una bella patata bollente da pelare. Bloccare la sperimentazione vorrebbe dire aprire un conflitto col Parlamento che invece ha dato parere favorevole ai test sotto il controllo diretto del ministero. Non solo.

Si inasprirebbe anche la protesa dei familiari dei malati che chiedono la cura Stamina visto che per la loro patologia al momento non esistono terapie accreditate. Ma d'altra parte non bloccarla contro il parere del Comitato e della comunità scientifica internazionale rischierebbe di far precipitare la credibilità delle istituzioni sanitarie italiane.

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