L'analisi: «Il 2010 si chiude con segnali di ripresa per imprese e famiglie»

Bilancio della Camera di Commercio di Milano: nonostante la crisi crescono le nuove attività, specie quelle con titolari stranieri (+188% in 10 anni). Italiani prudenti, ferma a 2.870 euro la spesa media mensile dei nuclei familiari, ma «il 2010 lascia intravedere speranza»

Si congeda l'anno vecchio, ed ecco la luce in fondo al tunnel per famiglie e imprese. Almeno secondo l'analisi della Camera di Commercio di Milano, che annota: il 2010 «finisce lasciandoci segnali di speranza», cioè lasciando intravedere «indicazioni di ripresa».
Lo studio camerale evidenzia come, a fronte di un comparto occupazionale che continua a essere colpito, le imprese, «grazie alla crescita delle iscrizioni di nuove attività, della produzione industriale e della domanda estera», lanciano segnali positivi.
Più prudenti le famiglie, con una spesa media mensile praticamente invariata «ferma a 2.870 euro» e con «marcate differenze tra ricchi e poveri, centro città e periferia».
Continua intanto il trend multietnico della città di Milano, che ha visto crescere del +188 per cento le ditte straniere in dieci anni, con quasi 22mila imprese tra capoluogo e provincia con titolare non italiano.


«Milano in particolare - spiega Carlo Sangalli, presidente della Camera di commercio di Milano -, conferma la sua tradizionale vocazione imprenditoriale anche per il 2010, in un anno ancora difficile a causa della crisi. È quindi sempre importante in questa fase sostenere le imprese con strumenti adeguati e innovativi nel loro sforzo di ripresa».

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