Il made in Italy espone in Libia

Sono state 23 le aziende italiane presenti alla Fiera Italo-libica per le infrastrutture, la meccanica e le tecnologie. Grande interesse per la zona franca prevista dal governo di Tripoli

Sono state più di cinquanta le aziende, di 23 italiane, che hanno partecipato alla terza edizione della Fiera Italo-Libica per le infrastrutture, la meccanica e le tecnologie che si è chiusa a Tripoli con 4mila visitatori. Si tratta della prima fiera congiunta Italia-Libia, nata nel 2008 dal rinnovato clima di collaborazione tra i due Paesi e organizzata dalla Camera di Commercio Italo-Libica per i tre settori extra-oil che attraggono il maggior numero di investimenti.
L'obiettivo della manifestazione è incrementare la cooperazione, l'interscambio e le partnership tra imprese italiane e libiche nei tre settori di riferimento.
Ad attirare le aziende italiane che hanno esposto alla fiera è anche la possibilità di partecipare ai business che il governo Libico è pronto a finanziare.

Di particolare interesse la zona franca destinata alle aziende italiane, che sorgerà nel giro qualche mese nella zona di Misurata, 210 chilometri a Est di Tripoli. Le imprese italiane potranno importare ed esportare a dazio zero e godranno dei vantaggi fiscali previsti dalla legge libica sugli investimenti per cinque anni dal loro insediamento.

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