Rimborsi automatici per il blackout: chi li avrà

In una intervista al Corriere della Sera l’ad di Unareti, Francesco Gerli, ha garantito che il rimborso per i clienti domestici "scatta sopra le 8 ore di blackout" mentre per i clienti "più grossi sopra le 4"

Rimborsi automatici per il blackout: chi li avrà

L’ultima settimana di primavera è stata particolarmente difficile per la città di Milano sul fronte dell’energia elettrica. Numerosi blackout, oltre un centinaio, si sono registrati in diversi punti della città, tra cui Porta Romana, Niguarda, Romolo, Lorenteggio. Un evento non inusuale e che spesso capita durante la bella stagione. Questa volta si è verificato a partire dal 14 giugno scorso a causa del deciso ed improvviso aumento delle temperature.

Blackout significa enormi disagi per tutti i cittadini. Gli esercenti hanno già chiesto un risarcimento danni. Francesco Gerli, l’amministratore delegato di Unareti (la società unica per la distribuzione di energia e gas, ndr) in una intervista al Corriere della Sera ha promesso che su questo punto non ci saranno imprevisti. "Abbiamo un meccanismo di rimborsi automatici determinati dall’autorità", ha spiegato Gerli che ha ricordato che per i clienti domestici "scatta sopra le 8 ore di blackout" mentre per i clienti "più grossi sopra le 4".

La paura di molti è che con il persistere del caldo possano verificarsi altri episodi simili nei prossimi giorni. Gerli, però, ha garantito che ora la situazione è "molto migliorata" anche se ancora si registrano "tanti guasti rispetto al normale". Per questo, ha spiegato l’ad di Unareti, "siamo ancora in emergenza. Stiamo lavorando 24 ore su 24 alla riparazione della rete". Di guasti, ha ricordato Gerli, ce ne sono "circa 600 all’anno, due al giorno: la settimana scorsa in un giorno e mezzo sono stati 80, un numero non confrontabile con la nostra capacità operativa. D’estate siamo equipaggiati per affrontarne 5-10 al giorno e abbiamo una procedura di emergenza per arrivare a gestirne una quindicina. In una settimana sono stati 160".

Lo stesso ad di Unareti ha sottolineato che la rete è predisposta per affrontare i guasti: "Quando ce n’è uno, un gruppo di clienti rimane senza corrente per il tempo necessario a fare le manovre automatiche di contro-alimentazione: da 10 secondi a una decina di minuti". Poi si verifica una situazione "come quella di lunedì scorso" quando si sono accumulate "molte tratte da riparare, con l’impianto in situazione di contro-alimentazione: questo genera una probabilità più elevata che si vada a guastare la tratta utilizzata per contro-alimentare. A quel punto le persone interessate restano al buio per il tempo necessario a riparare almeno una delle alimentazioni che servono". "In quei giorni siamo arrivati ad avere in contemporanea oltre 70 tratte fuori servizio. Nelle zone più martoriate, Niguarda e Porta Romana, abbiamo avuto doppi e tripli guasti", ha ammesso Gerli che ha aggiunto come dopo le manovre in sala di controllo si manda un laboratorio-camion nella tratta interessata e inizia la ricerca del guasto. Questo intervento dura da una a due ore. "Quindi si comincia a scavare per un paio d’ore, e solo allora inizia la riparazione. Quando in un pomeriggio arrivano 80 di queste cose da fare…", ha ammesso ancora l’ad di Unareti.

Gerli, poi, ha spiegato come si gestirà la situazione in piena estate, quando il sovraccarico della rete potrebbe generare nuove interruzioni di corrente. "In termini di breve periodo l’unica gestione possibile è migliorare ancora la reattività dell’organizzazione. Oggi abbiamo una forza lavoro che è più del quintuplo di quella normale". "Ma onestamente- ha continuato- l’eccezionalità di questa concentrazione di guasti in poche ore è alquanto improbabile: anche se facesse molto caldo, quello che accade di solito è che salga più gradualmente".

I cittadini, dal canto loro, possono attuare comportamenti che evitino il danno o ne limitino le conseguenze. Comportamenti virtuosi che possono davvero fare la differenza. "Preciso che dal cittadino nulla è dovuto.

Ma sicuramente è utile usare l’energia nei momenti in cui la rete è più scarica, di notte o nei festivi", ha spiegato Gerli che ha ricordato come pesino i consumi "molto energivori con poca regolazione", come l’aria condizionata nei negozi a porte aperte o la temperatura regolata molto bassa. Insomma con piccole azioni tutti possono contribuire a non aggravare la situazione.

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