"Strizzata ogni goccia". 7mila aziende a rischio col lago d'Idro a secco

Allarme per i campi di Brescia e Mantova. E il dramma è che ogni tentativo è stato fatto

"Strizzata ogni goccia". 7mila aziende a rischio col lago d'Idro a secco

Siamo davvero agli sgoccioli, è questione di giorni. La siccità non dà tregua e ora minaccia direttamente il mondo produttivo. Per l'acqua potabile e di uso domestico non ci sono problemi - questo è confermato, nella gran parte dei casi almeno - ma per l'agroalimentare è un disastro. Così, 7mila aziende agricole tra Bresciano e Mantovano già oggi sono a rischio per la crisi del lago di Idro.

«Purtroppo siamo arrivati a un tale livello di siccità che sta finendo l'acqua per l'agricoltura» ha ammesso ieri il presidente Attilio Fontana a margine di un convegno all'Università di Pavia. «I laghi Maggiore, Garda e di Como hanno riserve d'acqua che consentiranno l'utilizzo per le attività agricole ancora per qualche giorno - ha spiegato Fontana - È più critica la condizione del bacino del lago d'Idro. La situazione è molto preoccupante: se nei prossimi giorni non pioverà, sarà difficile reperire risorse idriche per l'agricoltura».

«Mai vista una cosa simile» dicono gli addetti ai lavori. E il dramma è che a questo punto non c'è niente da fare, se non sperare nella pioggia. «È stato fatto tutto il possibile, è stato fatto tanto». L'emergenza idrica che si è profilata pubblicamente nelle ultime settimane, ma arriva da lontano.

Non piove seriamente da quasi un semestre, ha nevicato poco e il caldo ha fatto il resto. Le riserve d'acqua rappresentate dalla neve sono state praticamente azzerate dalle scarse precipitazioni e dalle alte temperature. Quel lento rilascio che era provvidenziale nei mesi primaverili-estivi, quest'anno non si è praticamente mai visto.

E la Regione, da 4 mesi lavora costantemente su questo fronte. E grazie a questo lavoro, è riuscita a spostare l'asticella sempre un po' più avanti, nel tentativo di andare incontro alle esigenze dei settori produttivi coinvolti dall'emergenza. L'assessore Massimo Sertori ha lavorato duramente, Fontana lo ha affiancato e sostenuto nella tessitura dei rapporti con le altre Regioni, con gli enti - italiani e non - che governano il complesso sistema dell'acqua e infine con i consorzi dei produttori idroelettrici, che hanno via-via lasciato acqua ai laghi, e da questi ai campi. «Si è strizzata ogni goccia». Eppure adesso si è arrivati al limite. L'eccezionale siccità, ora, sta per far pagare il conto.

Senza acqua dal Lago d'Idro per l'irrigazione dei campi sono a rischio circa 7mila aziende agricole tra Bresciano e Mantovano. A lanciare l'allarme è Coldiretti Lombardia: senza risorse idriche è impossibile portare a termine i raccolti e garantire così la produzione di cibo. Nelle campagne lombarde intanto - spiega la Coldiretti regionale - è corsa contro il tempo per cercare di salvare il salvabile con gli agricoltori che in diverse aree del territorio hanno iniziato a trinciare il mais da foraggio con un mese di anticipo per evitare di vedere seccare tutto in campo, mentre la raccolta del pomodoro spinta dal caldo è iniziata con una settimana di anticipo.

E il presidente nazionale di Coldiretti, Ettore Prandini lancia un appello rivolto all'Agenzia Interregionale per il fiume Po

(Aipo), all'Autorità di bacino distrettuale del fiume PO e alla Regione affinché si faccia uno sforzo straordinario per consentire di continuare a garantire l'acqua ai campi per almeno una turnazione di altri otto giorni.

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