Viaggio nelle case-museo che raccontano la Storia

Viaggio nelle case-museo che raccontano la Storia

Ci sono case che «parlano» e richiamano l'attenzione anche se nessuno le «ascolta» perché sono lo scrigno di preziose memorie storiche, passioni e una dimostrazione di impegno civile. A Milano è un istituzione dall'irresistibile fascino la Casa Museo di Alessandro Manzoni, dove visse dal 1814 al 1873. Nel suo studio al pianoterra sul tavolo da gioco vicino alla finestra che si affaccia sul cortile interno furono concepite le tre versioni de I promessi Sposi (tra il 1821 e il 1840). Erano di casa Verdi, Carlo Porta, Rosmini, Da'Azeglio, genero del Manzoni perché sposò sua figlia e tra gli altri personaggi passò di qui, nel 1862, Garibaldi per divulgare le sue idee politiche. La casa dello scrittore che ha inventato il romanzo storico, dal 1937 ospita il Centro Studi Manzoniani, ma dovrebbe riqualificare gli spazi espositivi in previsione dell'Expo 2015, della Grande Brera e soprattutto cominciarsi meglio. Fanno parte del circuito quattro case di rara bellezza. La prima è la Casa Museo di Gianciacomo Poldi Pezzoli, in via Manzoni 12, dove nelle migliori condizioni di comfort, si passeggia tra opere di Piero della Francesca, Botticelli, l'incantevole dama del Pollaiuolo, Mantegna. Al piano terra impressiona la Sala d'Armi, opera site specific creata da Arnaldo Pomodoro, a quello superiore richiama turisti internazionali il Gabinetto dantesco, autentica wunderkammer arredata dal padrone di casa, raffinato collezionista di oggetti preziosi e di opere d'arte che svelano il suo gusto per il bello e il bizzarro. Eccelle per qualità e stato di conservazione, la seconda dimora aristocratica, Villa Bagatti Valsecchi, in via del Gesù 5, che ospita collezioni rinascimentali raccolte nel rispetto dell'allestimento ottocentesco, con arredi lignei, avori, armi, armature, oreficerie. ceramiche e vetri, arazzi e opere da brivido, tra cui spiccano un Canaletto, un De Chirico e altri dipinti di epoche diverse. L'atmosfera è un po' spettrale, ma qui si ha l'impressione di trovarsi su un set di Visconti. In via Mozart 14 fa capolino Villa Necchi Campiglio, una palazzina razionalista di Piero Portaluppi con inserti déco, giardino e piscina, dal 2001 di proprietà del FAI, dove si trova la collezione mozzafiato di opere del ‘900 di Claudia Gian Ferrari, compianta storica d'arte. Questo raro esempio di vita domestica dell'alta borghesia milanese della famiglia Necchi che amava circondarsi di oggetti, arredi preziosi, è diventata la casa di Tilda Swinton nel film Io sono l'amore (2009) di Luca Guadagnini. A Porta Venezia, dal 2003 è stata restaurata Casa Museo Boschi di Stefano, in via Giorgio Jan 15, di Antonio Maria e Marieda, collezionisti di oltre 2000 opere, donate al Comune nel 1974, dove si ripercorre in 11 spazi espositivi la storia dell'arte del XX Secolo; tra le opere, quelle di Severini, Boccioni, Funi, Marussig, Sironi, Tozzi, Carrà, Morandi, De Pisis, De Chirico, Savinio e Fontana. Poco distante, in via Carlo Porta al 3, la Casetta delle Rondini con la facciata interamente ricoperta di maioliche policrome, realizzata da Ernesto Treccani (1980-86). Nella stessa via al n° 5 c'è Fondazione Corrente Onlus e Studio di Treccani, nata nel 1978 su iniziativa di Ernesto Treccani, Lidia De Grada Treccani e altri amici e intellettuali per promuovere lo studio del movimento artistico di Corrente. Questo attivo centro culturale ospita una biblioteca, l'archivio storico e fotografico che documenta le manifestazioni qui tenutasi dal 1978 ad oggi. Corrente è sede di un ciclo di seminari di argomento filosofico promossi in collaborazione con l'Università. Molti conosceranno la rivista filosofica Oltrecorrente diretta da Fulvio Papi che si propone di indagare il ruolo della filosofia nella vita contemporanea.

Affascina i visitatori dal gusto proustiano la Casa Museo Lalla Romano, al terzo piano di via Brera 17, aperta al pubblico da Antonio Ria, l'erede spirituale e materiale della scrittrice, poetessa e pittrice scomparsa nel 2001, dove il tempo sembra essersi fermato tra carte, libri, foto, dipinti che trasudano della sua essenza.

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