Bangladesh, strage 2013: solo tre anni di carcere per Sohel Rana

Pena lievissima per l'imprenditore Sohel Rana, l'imprenditore proprietario del palazzo di otto piani crollato a Dacca nel 2013 e costato la vita a 1.130 persone

Bangladesh, strage 2013: solo tre anni di carcere per Sohel Rana

Prima condanna in Bangladesh per Sohel Rana, il proprietario del palazzo dove si trovavano numerose imprese tessili crollato nel 2013 e costato la vita a 1.130 persone. La condanna è per corruzione, mentre resta in alto mare il procedimento per il crollo per i molti cavilli da parte dei legali di Rana.

Soddisfatto il procuratore Salahuddin Eskander: "È la prima volta che viene condannato e messo in prigione". All'indomani del tragico crollo Rana fu fermato mentre cercava di fuggire in India.

Il crollo dell'edificio, soprannominato "Rana Plaza" dal nome del suo proprietario, portò all'attenzione dell'opinione pubblica del Bangladesh la realtà di sfruttamento e di rischi nell'industria tessile del Paese, la seconda a livello mondiale dopo la Cina, dove operano quasi tutti i principali marchi internazionali di abbigliamento.

Secondo un rapporto di quattro anni fa dell'osservatorio internazionale Human Rights Watch, in Bangladesh un operaio che lavora nel tessile percepisce 28 euro al mese. I distretti industriali ospitano circa 100 mila aziende, che spesso non rispettano le tutele per i lavoratori, senza dimenticare che i sindacati sono spesso ostacolati dalle autorità locali.

Che nesso c'è tra l'industria tessile e il palazzo di Dacca crollato il 25 aprile 2013? L'edificio di nove piani ospitava al suo interno diverse imprese tessili abusive, al cui interno lavoravano centinaia di persone. Rana, proprietario del palazzo, non aveva mai fatto nulla per garantire il rispetto delle più elementari norme di sicurezza.

Poche ore dopo il tragico crollo, centinaia di persone erano scese in strada a Gazipur (città a nord di Dacca) per

chiedere l'arresto e la condanna a morte dei proprietari dei laboratori che si trovavano nell'edificio crollato. Ora la condanna a 3 anni del proprietario, di certo una pena lieve agli occhi dei parenti delle oltre 1000 vittime.

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