Trump prega al Muro del pianto: "Arrivare alla pace è possibile"

Il presidente Trump dall'Arabia Saudita è arrivato in Israele. Incontri ai massimi vertici e visita privata a Gerusalemme, nei luoghi sacri per gli ebrei e i cristiani. Poi l'incontro a Betlemme con Abu Mazen

Trump prega al Muro del pianto: "Arrivare alla pace è possibile"

Prosegue a ritmo serrato il tour internazionale del presidente americano. Dopo la tappa in Arabia Saudita oggi Donald Trump è in Israele. L'Air Force One, arrivato da Riad, è il primo velivolo proveniente dall'Arabia Saudita che atterra in Israele, visto che i due Paesi non hanno rapporti diplomatici. Ad accogliere Trump e la first lady Melania, all'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv, il presidente Rivlin e la moglie Nechama ed il premier Netanyahu insieme alla moglie Sara. Il primo appuntamento del presidente americano è un incontro bilaterale con Rivlin nella residenza del presidente, cui seguiranno dichiarazioni alla stampa.

"Hello, my friend": con queste parole Trump ha salutato il premier israeliano. Poi, prima ancora degli onori militari, si è voltato verso Netanyahu per chiedergli: "E allora, qual è il programma?". Questa visita è molto importante, Trump spera infatti di riannodare i fili del negoziato di pace tra israeliani e palestinesi, ridisegnando la mappa delle relazioni con gli uni e gli altri. Con Trump un entourage di circa 900 persone, tra cui la figlia del presidente, Ivanka, con il marito Jared Koushner, di famiglia ebrea, considerato un elemento chiave della relazione tra l’amministrazione Usa e Israele.

"Da 69 anni, Israele lotta contro tutti gli estremismi", ha detto Netanyahu, ricordando il discorso tenuto domenica da Trump dinanzi ai leader del mondo arabo: "Lei - ha detto - ha fatto un discorso di chiarezza e convinzione: ha fatto appello alle nazioni chiedendo di lottare contro gli estremisti, alle forze della civiltà di lottare contro la barbarie. Da 69 anni, Israele fa esattamente questo, è in in prima linea contro il terrorismo". Il premier israeliano ha poi ricordato che in Israele è stato "costruito un Paese moderno, vibrante, proteggiamo tutte le sedi, musulmana, cristiana. In tutto il Medio Oriente le minoranze sono perseguitate, i cristiani decimati, qui crescono e prosperano. Garantiamo i diritti a tutti". Ed ha concluso così: "Possa il suo viaggio essere una pietra miliare verso la pace" nella regione.

"Ho grande fiducia nel fatto che possiamo ottenere grande successo e raggiungere tutti i nostri obiettivi insieme", ha sottolineato Trump al termine dell'incontro con il presidente Rivlin. Poi ha sottolineato un concetto chiacve: "Stati Uniti e Israele possono dichiarare con una sola voce che all'Iran non dovrà mai essere consentito di possedere l'arma nucleare, mai, mai e dovrà cessare di addestrare e finanziare gruppi terroristici e milizie, e cessare immediatamente". Da parte sua Rivlin ha aggiunto che sulla pace "vogliamo andare avanti e vogliamo farlo insieme, insieme all'America".

Trump si sposta in elicottero per raggiungere Gerusalemme: 20 gli elicotteri dell’Air Force americana mobilitati per portare lui e il suo entourage nella Città Santa. Trump si reca nella Città Vecchia per una visita privata, che alla vigilia ha provocato alcune polemiche dato che i presidenti americani di solito non la includono nei propri itinerari, per evitare contatti con la zona che si trova in un "territorio occupato" palestinese. Per non urtare la sensibilità palestinese il presidente ha scelto di non farsi accompagnare dai funzionari israeliani. Nella Città Vecchia Trump visita il Santo Sepolcro, luogo sacro per i cristiani, e il Muro del pianto, con i resti del tempio di Gerusalemme, luogo sacro per gli ebrei. A seguire l’incontro con il premier Netanyahu.

Martedì Trump raggiungerà Betlemme, in Cisgiordania, dove alle 10 (le 9 italiane) incontrerà l'omologo palestinese, Mahmmud Abbas.

Tornerà poi a Gerusalemme per visitare il museo dell'Olocausto, tappa obbligata per ogni alta carica straniera in viaggio in Israele. Alle 14 locali (le 13 italiane) terrà il discorso in cui si prevede l'appello per rilanciare il processo di pace nella regione.

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