"Tornerà tutto nostro". Gli ucraini lanciano la sfida allo Zar

Il vice comandante dell'esercito di Zelensky è ottimista sull'esito finale della guerra e spiega perché è possibile che si possa riconquistare l'Est dell'Ucraina

"Tornerà tutto nostro". Gli ucraini lanciano la sfida allo Zar

Si riaccende la speranza degli ucraini di avere la meglio sui russi o, quantomeno, di limitare enormente le loro capacità offensive. Come ci siamo occupati sul Giornale.it, non è mai decollata (finora) l'offensiva dell'esercito di Vladimir Putin nel Donbass, ultimo e unico obiettivo di una guerra iniziata male e proseguita peggio. Dopo averli respinti a Kharkiv, i soldati di Zelensky stanno facendo un egregio lavoro anche nel sud del Paese rendendo la vita dell'invasore sempre più complicata. Lo sa bene anche il generale Oleksander Holodnyuk, vice comandante dell’Esercito ucraino, uomo che non si fa prendere da facili entusiasmi e molto pragmatico. A Repubblica, però, ha detto chiaramente che l'Ucraina è riuscitra a fermare il nemico "impedendogli di avanzare oltre, e in alcuni punti del fronte lo abbiamo fatto ritirare, come a Kharkiv che adesso è quasi fuori dalla portata della loro artiglieria".

Il piano dell'esercito ucraino

Gli aiuti occidentali e la riorganizzazione dell'esercito consentono un cauto ottimismo che fino a un paio di settimane fa non c'era. "Sono certo che riusciremo anche a riprenderci tutta la parte Est dell’Ucraina", sottolinea ottimista il generale. Al quotidiano italiano non ha spiegato cosa intenda per Est, se sono incluse anche Donetsk e Lugansk o meno. Kiev sottolinea a più riprese che si deve tornare alla situazione antecedente a 2014 con Donbass e Crimea inclusi. "Non posso rivelare verso quali direttrici spingeremo le nostre truppe nell’Est, è top secret", sottolinea Oleksander. "I russi stanno provando a prendere Severodonetsk, Lysychansk e Avdiivka, le battaglie più sanguinose sono lì".

Il contrattacco nel Sud

Come abbiamo scritto sul Giornale.it, gli ucraini hanno fatto "crollare con esplosivi due ponti sul fiume Siversky Donets per frenare l'avanzata delle forze russe nel Lugansk", snodo considerato cruciale oltre a durissimi colpi a Chornobaivka. Il generale sa che gli aiuti occidentali con le armi in arrivo da Usa e altri Paesi saranno decisivi per la risoluzione del conflitto. "Ci sono dei ritardi nelle consegne, purtroppo. Abbiamo bisogno di artiglieria pesante a lungo raggio, sistemi anti-aereo e i missili a lungo raggio. Se potessi decidere, aggiungerei anche aerei ed elicotteri". Alla luce della situazione attuale, quindi, se non ci sarà un deciso cambio di passo degli uomini di Putin, è difficile che possa essere ripreso un conflitto che sta sfuggendo sempre più do mano. Anche Stoltenberg, segretario generale Nato, ha affermato che "Kiev può vincere".

Trattative o riconquista?

Se gli uomini di Zelensky avranno davvero la meglio, si possono profilare due scenari: le tanto auspicate trattative per arrivare quanto prima alla pace o la riconquista dei territori prima di valutare altre ipotesi. In ogni caso, i russi non sono morti: anche se da più parti si afferma che il terzo dell'esercito di Putin sia ormai ko, anche gli ucraini sono stanchi e hanno subìto perdite. Ed è logico che senza gli aiuti occidentali la situazione sarebbe probabilmente diversa. Da qui un interrogativo quotidiano: ma quanto durerà ancora la guerra? L’analista militare Olexiy Melnyk spiega a Repubblica che "non esiste una deadline", dice Melnyk.

L'obiettivo ucraino è quello di "respingere i russi fuori dai propri confini" con "mezzo milione di combattenti, tra soldati, Difesa territoriale e polizia. È un numero notevole. Allo stesso tempo, scarseggia la benzina, la gente non lavora e perde soldi, ci sono 7,5 milioni di sfollati. L’esito di questa guerra è imprevedibile", conclude.

Commenti
Disclaimer
I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica