Quelle foto dei soldati morti inviate alle mamme

Tramite l'intelligenza artificiale, gli ucraini stanno inviando migliaia di foto di prigionieri e soldati russi caduti in battaglia alle loro famiglie con un duplice scopo: ecco quale

Quelle foto dei soldati morti inviate alle mamme

Come abbiamo visto più volte, questa è la prima guerra davvero tecnologica della storia. Oltre ai mezzi schierati da russi e ucraini, l'intelligenza artificiale scesa in campo inizialmente per "scovare" facce nemiche, adesso serve anche a riconoscere il volto dei caduti sul campo di battaglia e informare le famiglie. Alcuni funzionari ucraini, infatti, hanno già eseguito oltre 8.600 riconoscimenti facciali di soldati russi morti o catturati dall'inizio della guerra, utilizzando le scansioni per identificare i corpi e contattare i loro cari. Un vero e proprio "esercito informatico" di hacker e attivisti alle dipendenze del governo ucraino ha già informato le famiglie della morte di 582 soldati russi, in alcuni casi inviando loro foto dei cadaveri abbandonati.

Il duplice scopo di Kiev

Per le scansioni, gli ucraini utilizzano un software dell'azienda americana Clearview AI con un duplice obiettivo: fomentare il dissenso all'interno della Russia e scoraggiare gli avversari. Secondo alcuni analisti, però, la strategia potrebbe rivelarsi un boomerang e infiammare la rabbia per una campagna choc diretta soprattutto alle madri delle vittime. "Contattare i genitori dei soldati è una classica guerra psicologica e potrebbe diventare una prassi in conflitti futuri", ha commentato all'Agi un'analista britannica, Stephanie Hare. Comunque la si veda, le spiegazioni possono andare oltre al duplice obiettivo: innanzitutto, dare un nome alle vittime così da poter commemorare il loro ricordo e fare in modo che rimangano soltando dei dispersi o caduti in maniera generica. E poi, come detto, sensibilizzare l'opinione pubblica di Mosca dal continuare lo scempio che Putin ha intrapreso lo scorso 24 febbraio. "Dite basta alla morte dei vostri figli", recita un video pubblicato sui social dai soldati ucraini.

Come funziona l'intelligenza artificiale

L'amministratore delegato di Clearview AI, Hoan Ton-That, ha dichiarato al Washington Post che più di 340 funzionari di cinque agenzie governative ucraine possono utilizzare il suo strumento per eseguire ricerche di riconoscimento facciale ogni volta che lo desiderano, gratuitamente. "Quando viene trovato un cadavere, viene fotografato. L'intelligenza artificiale cercherà tra gli account sui social network e tra quelli di un amico o di un parente per capire se esistono foto che corrispondono al volto del soldato senza vita. In seguito comunichiamo a uno dei contatti stretti la morte del soldato e alleghiamo una foto del corpo", spiegano gli esperti. Ton-That è rimasto spiazzato dal tentativo della propaganda russa di definire le immagini dei cadaveri dei propri soldati "un falso orchestrato dall’Occidente".

La "vetrina" del conflitto

È chiaro che l'imprenditore australiano di 34 anni ha ben pensato anche al suo tornaconto personale e arricchirsi: l'obiettivo, entro un anno, è riuscire a raccogliere 100 miliardi di immagini, un modo per riconoscere praticamente qualsiasi essere umano sul pianeta. Gli hacker ucraini rispondono alla Russia affermando che il riconoscimento facciale non andrebbe contro le Convenzioni di Ginevra sui prigionieri di guerra: "Visto che il governo russo non riconosce questa guerra, e la chiama operazione militare speciale, le migliaia di soldati russi uccisi, catturati e feriti in Ucraina devono essere trattati come terroristi", si legge su Repubblica. Ma non è proprio così visto che le Convenzioni parlano chiaro: i prigionieri vanno protetti "in ogni occasione" da "insulti e curiosità".

Il dibattito sui social

Così come per le armi inviate dall'Occidente, esistono corsi che gli esperti di Clearview stanno tenendo sulla piattaforma Zoom per addestrare gli ucraini a utilizzare il loro software. "Questa è una guerra moderna - ha detto Ton-That al Washington Post - e gli ucraini sono molto creativi in quello che fanno". L'iniziativa di inviare le foto dei cadaveri russi alle loro madri, però, è considerata molto controversa e uil dubattito sui social è incandescente. "Mettetevi nei panni degli ucraini - scrive un utente - e vedremo come avreste reagito”. Altri, invece, ritengono che questo sia davvero un boomergang di cattivo gusto. "L’invasione russa è da condannare - scrive un altro utente - ma i Paesi civilizzati non fanno queste cose. Tormentare le famiglie di soldati morti, che magari non volevano trovarsi in Ucraina, non servirà a farsele amiche".

Clearview può contare tra i suoi clienti agenzie governative quali l'FBI e l'Immigration and Customs Enforcement (responsabile del controllo delle frontiere degli Stati Uniti), che utilizzano sistematicamente la piattaforma per indagare e risolvere i crimini anche se con molti margini

di errore. I risultati peggiori, con errori dal 10 al 100%, quindi alla completa totalità, capitano soprattutto quando si tratta di volti di asiatici, afroamericani, indiani americani e abitanti delle isole del Pacifico.

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