La fuga dall'Islam: aumento di atei tra arabi

La ricerca: in Nord Africa e Medioriente negli ultimi 5 anni sono cresciuti gli arabi laici

La fuga dall'Islam: aumento di atei tra arabi

Nati e cresciuti musulmani, in una società che considera la fede come uno stile di vita. Nonostante questo, tra gli arabi, il fenomeno dell'ateismo è in netto aumento.

Secondo quanto riporta la Stampa, infatti, una ricerca dell'Arab Barometer, ha raccolto dati che dimostrano l'aumento dei dubbi anche nel mondo dell'Islam. La ricerca, condotta in 10 diversi Paesi del Nord Africa e del Medioriente, mostra che gli arabi (che costituistico almeno un quinto dei musulmani nel mondo) sono sempre più propensi a farsi domande sulla propria religione e a metterne in discussione i dogmi. Gli arabi atei, infatti, sono passati dall'8% del 2013, al 13% del 2019: non una percentuale molto elevata, ma comunque in crescita. Il fenomeno si accentua se si prendono in considerazione i giovani, ad esclusione di quelli palestinesi ancora molto religiosi: per i minori di 30 anni, un ragazzo su 5 non mette al centro del proprio modo di vivere la religione.

Il fenomeno dell'ateismo sembra essere strettamente legato al contesto sociale. Infatti, la laicità sembra essersi diffusa maggiormente nei Paesi più aperti, dove le donne possono votare, l'aborto è legale e la poligamia è vietata da tempo. In Tunisia si è arrivati al 35% di laici, mentre in Libia, Algeria e Marocco la percentuale si attesta rispettivamente su 25, 13 e 12%.

Ecco quindi che nei Paesi arabi iniziano a farsi strada i laici, anche se per il

momento tale parola non sia nemmeno traducibile, aprendo forse un varco anche a verso l'apertura sociale, resa spesso nulla nelle culture che considerano la sottomissione a Dio come principale modello di vita.

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