Guerra di Corea, gli Usa accolgono i resti dei loro soldati

Cinquantacinque custodie in metallo contenenti i resti dei corpi di soldati statunitensi uccisi, più di 60 anni, durante la guerra di Corea del 1950-53 sono tornate in patria, dopo che la Corea del Nord di Kim Jong-un le ha consegnate alle autorità americane

Guerra di Corea, gli Usa accolgono i resti dei loro soldati

Cinquantacinque custodie in metallo contenenti i resti dei corpi di soldati statunitensi uccisi, più di 60 anni, durante la guerra di Corea del 1950-53 sono tornate in patria, dopo che la Corea del Nord di Kim Jong-un le ha consegnate alle autorità americane. Ma sono solo alcuni dei 7.700 corpi stimati dispersi in quella guerra, 5.300 dei quali si troverebbero nell'attuale Corea del Nord.

Quest'ultima, per consegnare i resti, ha permesso ad un aereo da trasporto militare statunitense di trasferirli dalla città nordcoreana di Wonsan presso la base aerea di Osan, vicino a Seoul, in Corea del Sud (dove sono stati accolti con un tributo silenzioso, un saluto col fucile e gli inni nazionali statunitense e sudcoreano, di fronte alle bandiere dell'ONU).

Poi i membri delle forze armate statunitensi, a bordo degli aerei C-17, hanno portato alle Hawaii le 55 scatole, con bandiere americane, in un hangar della Joint Base Pearl Harbor-Hickam. Adesso, dopo l’emozionante cerimonia che ha reso onore ai resti, si tenterà l’identificazione in un centro specializzato della base, un laboratorio del Dipartimento della Difesa a Pearl Harbor.

Non è escluso, infatti, che i resti possano includere anche ciò che è rimasto di soldati di altre nazioni che hanno combattuto al fianco degli Stati Uniti durante quella guerra.

Il vicepresidente degli Stati Uniti, Mike Pence, ha supervisionato la cerimonia militare. Ha detto che mentre alcuni chiamano il conflitto coreano "guerra dimenticata", il rimpatrio di oggi dimostra che i soldati americani non sono mai stati dimenticati.

Pence ha spiegato che il governo di Donald Trump è impegnato a favore delle famiglie dei soldati che non hanno fatto ritorno e che non si fermerà mai fino a quando "ogni eroe che ha perso la vita non rientrerà a casa". Alla cerimonia ha partecipato anche il comandante delle forze americane in Asia, l'ammiraglio Phil Davidson.

Gli esperti dicono che per identificare dei resti vecchi di decenni potrebbe essere necessari da qualche giorno a decenni. Tuttavia, l'iniziale "analisi forense sul campo" indica che i resti sembrano proprio di soldati impegnati nella Guerra di Korea. I nordcoreani avrebbero fornito delle informazioni specifiche su dove sono stati trovati i corpi e i funzionari americani li hanno abbinati a specifiche battaglie combattute dal 1950 al 1951.

L'impegno a trasferire i resti di guerra è stato visto come un gesto di buona volontà da parte di Kim Jong-un nei confronti di Donald Trump, durante il vertice di Singapore, ed è stato l'accordo più concreto raggiunto finora dalle due parti.

Il trasferimento dei resti ha coinciso con il 65° anniversario dell'armistizio del 1953, che pose fine ai combattimenti, anche se le due parti coreane rimangono tecnicamente in guerra perché un trattato di pace non è mai stato firmato.

Il 15 luglio il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, aveva dichiarato che Washington e Pyongyang hanno accettato di riprendere le operazioni sul campo in Corea del Nord per cercare gli americani scomparsi. Il Pentagono sta considerando la possibilità di inviare personale in Corea del Nord per questo scopo.

Gli Stati Uniti e la Corea del Nord hanno condotto ricerche congiunte dal 1996 al 2005, quando Washington ha interrotto le operazioni, citando le

preoccupazioni sulla sicurezza del suo personale mentre Pyongyang intensificava il suo programma nucleare.

Più di 400 cofanetti di resti rinvenuti in Corea del Nord sono stati restituiti negli Stati Uniti tra gli anni '90 e il 2005.

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