Il "macellaio" russo stravolge la guerra: così vuol piegare gli ucraini

La fase due della guerra russa in Ucraina organizzata dal generale veterano Aleksandr Dvornikov prevede la distruzione delle linee logistiche

Il "macellaio" russo stravolge la guerra: così vuol piegare gli ucraini

La guerra è entrata in una nuova fase e non era difficile immaginarlo. Chi pensava che le truppe russe avessero battuto in ritirata alcuni giorni fa ha peccato di eccessivo ottimismo. Vladimir Putin non può ritirarsi, ammettendo di fatto una sconfitta. L'esercito di Mosca ha semplicemente arretrato per riorganizzarsi e tornare a colpire con maggiore efficacia i suoi obiettivi. Una decisione probabilmente arrivata da Aleksandr Dvornikov, generale soprannominato "il macellaio" per le sue sanguinose spedizioni in Cecenia e in Siria. Dal suo arrivo, le truppe russe hanno cambiato quasi radicalmente strategia e, benché i limiti tecnici e meccanici sussistano ancora, l'offensiva ora sembra maggiormente organizzata.

Lo dimostra il fatto che nell'ultima settimana le truppe russe hanno preso a bombardare metodicamente le fabbriche e i depositi di armi e munizioni, mentre l'esercito si sta radunando nuovamente nella parte orientale del Paese per intentare un nuovo sfondamento del fronte. In questo modo, Aleksandr Dvornikov spera di mozzare almeno in parte la capacità difensiva ucraina quando sferrerà l'attacco da terra e dal cielo contro i veri obiettivi. La nuova offensiva russa può essere letta anche come se fosse una rappresaglia ordinata da Putin dopo l'affondamento dell'incrociatore Moskva nel mar Nero, sebbene dalla Russia neghino sia stata responsabilità di un attacco ucraino. I tempi, in effetti coinciderebbero. Vladimir Putin sarebbe furente per la perdita della nave ammiraglia della sua flotta marittima e avrebbe deciso di vendicarsi contro gli ucraini.

La prima fabbrica a essere distrutta è stata quella di Vyshneve, un sobborgo di Kiev dove si producevano i missili Neptune che avrebbero colpito la nave Moskva. Poi è stato il turno della fabbrica di Darnytskyi, un altro sobborgo della periferia di Kiev. Qui si operava sui mezzi corazzati dell'Ucraina in una storica impresa statale dell'industria bellica ucraina. I mezzi corazzati venivano riparati, riarmati, rimodernati e preparati per le nuove battaglie. Successivamente, i missili russi hanno colpito una fabbrica di munizioni a Brovary, sempre nella regione di Kiev, che sarebbe andata completamente distrutta.

Questa è solo una parte dell'offensiva russa della seconda fase, che il compito principale di indebolire la capacità di difesa ucraina, tagliando la sua rete logistica. Infatti, come ha riferito il maggiore generale russo Igor Konashenkov, sarebbero state colpite anche 68 installazioni militari sparse in tutto il Paese. Nel mirino dei russi ci sono anche i convogli di rifornimento e gli armamenti occidentali, come già minacciato dal Cremlino.

Al momento Kiev tace, mentre Mosca parla: la guerra in Ucraina si combatte anche così, a colpi di silenzi e di

propaganda. Impossibile verificare le affermazioni russe dal momento che dall'Ucraina è stato ordinato il silenzio stampa a tutti i cittadini delle aree colpite e non ci sono al momento informazioni ufficiali in merito.

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