In tribunale con il velo islamico: il giudice le nega l’udienza

A Montreal un magistrato ha rifiutato di accogliere in aula una musulmana presentatasi con l’hijab

In tribunale con il velo islamico: il giudice le nega l’udienza

“Cappelli e occhiali da sole non sono permessi, non vedo per quale motivo una sciarpa intorno alla testa dovrebbe invece esserlo”. Così un giudice canadese, del Quebec, ha negato l’udienza a una donna, presentatasi in tribunale, a Montreal, con l’hijab.

Come racconta CBC News, Eliana Marengo si è appellata alla laicità del tribunale, avvisando la musulmana Rania El-Alloul di togliersi il copricapo per essere ascoltata in aula. Senza questa condizione necessaria, il suo caso non sarebbe stato trattato dalla corte.

Il magistrato non vuole sentir parlare di discriminazioni, ricordando che – secondo l’Articolo 13 del Regolamento della Corte del Quebec – è vietato indossare occhiali da sole, cappelli e qualsiasi altro indumento non consono a un procedimento giudiziario. Perché, per il velo islamico, dovrebbe valere diversamente? “Le stesse norme devono essere applicate a tutte” ribatte Eliana Marengo.

La signora El-Alloul – si legge – era in tribunale per riottenere la macchina sequestrata al figlio, che guidava con patente sospesa. Appena messo piede in aula, il giudice le ha chiesto per quale motivo portava una sciarpa sul capo: raccontata la ragione, il magistrato ha sospeso la seduta per trenta minuti. Tornata dalla pausa, il giudice Marengo è stato chiaro: se non si fosse sciolta l’hijab, il caso sarebbe stato rinviato. E così è stato, a tempo indeterminato.

"Non mi sento più canadese” si sfoga la musulmana, che si dice incredula per quanto accadutole. “Quando ho giurato davanti a Dio e a un giudice di essere un buon cittadino canadese, l’ho fatto indossando il mio velo. Ero così felice. Ma quello che è successo in tribunale mi spaventa”.

E ora la comunità musulmana promette battaglia, pensando a una denuncia formale; Samer Zuberi, avvocato e dirigente del Canadian Muslim Forum accusa il giudice: “Non è certo la prima volta che qualcuno entra in aula indossano un abito religioso; per esempio gli uomini ebrei con la kippah, che qui sono numerosi e che sicuramente avranno messo piede in tribunale”.

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