Warren provoca Facebook e pubblica spot fake

La senatrice dem Elizabeth Warren, in testa ai sondaggi, ha pubblicato uno spot palesemente falso nel quale accusa il Ceo di Facebook Mark Zuckerberg di appoggiare Donald Trump

Warren provoca Facebook e pubblica spot fake
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É guerra aperta fra Elizabeth Warren, candidata alle primarie del partito democratico americano, e Mark Zuckerberg, Ceo di Facebook. Secondo un nuovo sondaggio dell'Università di Quinnipiac la senatrice del Massachusetts è davanti all'ex vicepresidente, Joe Biden, al primo posto con il 30 per cento di consensi fra i dem. E ora che la liberal americana è la candidata più accreditata per sfidare Trump, con Joe Biden in evidente difficoltà per via delle ripercussioni del Kievgate, ha deciso di sfidare apertamente Facebook, pubblicando uno spot volutamente fake nel quale la stessa candidata dem afferma che la piattaforma social e il suo Ceo Mark Zuckerberg appoggiano il presidente Donald Trump per la rielezione nel 2020. L'annuncio mostra uno spezzone nel quale Zuckerberg stringe la mano a Trump, in quello che sembra essere l'Ufficio Ovale.

"Abbiamo intenzionalmente realizzato un annuncio per Facebook con false dichiarazioni e lo abbiamo inviato alla piattaforma per verificare se sarebbe stato approvato", ha twittato Warren. Così è stato e la senatrice è passatta all'attacco: “Facebook detiene un potere incredibile per influenzare le elezioni e il nostro dibattito nazionale". Come sottolinea il Corriere della Sera, da tempo Elizabeth Warren denuncia l'eccessivo potere delle società di big tech e propone lo smembramento di quelle che operano in condizioni di quasi monopolio o che hanno raggiunto una posizione dominante nei vari mercati. Bersaglio preferito della liberal proprio Fb per la spregiudicatezza commerciale, a suo dire, mostrata anche nella gestione della pubblicità politica e per la scarsa efficacia dei suoi interventi per arginare la diffusione delle fake news.

Strano concetto di democrazia quello di Elizabeth Warren: secondo la candidata, il pericolo, naturalmente, è che sui social venga dato troppo spazio ai candidati populisti - e secondo lei "bugiardi" - come Donald Trump. E se i suoi avversari politici, cioè i repubblicani, sostenessero che la "bugiarda" è lei? La solita presunta superiorità morale della sinistra, poiché il vero obiettivo della senatrice è quello di limitare il free speech, come nota anche il Wall Street Journal. Una vera ossessione. Secondo la Warren, e come da lei stessa dichiarato, le grandi aziende tecnologiche hanno troppo potere nell’economia, nella società e nella democrazia. "Rispetto alla concorrenza, si sono comportate come bulldozer, l’hanno demolita - spiega - Comprandosi i competitor o mandandoli fuori mercato. E questo non ha danneggiato sono noi utenti, ma ha impantanato l’innovazione. Nessun investe più su una azienda che possa sfidare Amazon, Facebook e Google". Il piano della candidata è chiaro ed è quello di smembrare i social: un vero e proprio "break-up".

A tal proposito, il capo di Facebook, Mark Zuckerberg, si è impegnato ad "andare alla guerra", secondo quanto risulta da una registrazione audio che è stata pubblicata nelle scorse settimane dal sito di notizie tecnologiche, The Verge. L'audio sarebbe stato registrato nel corso di una riunione dei dipendenti di Facebook, a luglio, in cui Zuckerberg ha ribadito la sua tesi. Il numero uno del social network ha affrontato in modo specifico il piano promesso dalla senatrice di smantellare le principali piattaforme tecnologiche. "Se venisse eletta presidente, scommetterei che avremmo una sfida legale e che la vinceremmo", ha sottolineato il numero uno del colosso di Menlo Park.

Poi ha aggiunto: "E questo fa ancora schifo per noi? Sì. Voglio dire, non voglio avere una causa legale contro il nostro governo... Ma, se qualcuno tenterà di minacciare qualcosa di esistenziale, si va alla guerra e si combatte".

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