Napoli, quel bacio in bocca tra camorristi... 

Carmine Amato reggeva la cosca attiva a Secondigliano-Scampia dedita al traffico di droga con i Pagano. Con lui arrestato D’Agnese, di 27 anni, in fuga dal 2009. Prima di entrare nell'auto della polizia è stato avvicinato da 4 suoi sodali e ne ha baciato uno in bocca: forse un messaggio in codice

Napoli, quel bacio in bocca tra camorristi... 

Napoli - Il saluto tra il camorrista e uno dei giovani che lo stavano attendendo all’esterno della Questura di Napoli non poteva passare inosservato. Un bacio sulle labbra dato con evidente trasporto da Daniele D’Agnese, elemento di spicco del clan Amato-Pagano arrestato oggi insieme al reggente Carmine Amato dalla Squadra Mobile, e il ragazzo è stato anche immortalato in alcuni scatti dei fotografi e nelle riprese degli operatori tv che stavano riprendendo l’uscita dei due latitanti dal maggio 2009. Il primo a uscire è stato Carmine, nipote del boss Raffaele Amato, detenuto al 41 bis. Da un gruppetto di quattro ragazzi sono partiti i saluti verso il trentenne reggente del gruppo camorristico, un "ciao, Carminiello". Poi Daniele D’Agnese, tenuto per le braccia da alcuni agenti, è riuscito ad allungarsi verso il gruppo stampando un bacio a uno di loro. Una situazione che non si era mai verificata in precedenza. Fatto salire in macchina D’Agnese, i quattro si sono fatti spazio avvicinandosi alla vettura in cui era salito Carmine Amato per salutarlo nuovamente.

Pochi minuti prima del loro trasferimento in carcere davanti all’ ingresso laterale della Questura, dove era radunata una piccola folla di fotografi, operatori e giornalisti, sono arrivati quattro ventenni, che si sono collocati a pochi metri dall’ ingresso. "Vogliamo solo salutarli, non li vediamo da due anni", ha detto uno dei quattro ai poliziotti.

Questi ultimi li hanno fatti arretrare di un paio di metri, ma quando Amato e D’ Agnese sono usciti, prima che salissero sull’ auto della polizia, uno di loro è riuscito ad abbracciare D’Agnese ed a dargli un bacio. Tra di loro si è interposta per dividerli una poliziotta, che poi ha sospinto, con l’ aiuto di alcuni colleghi, D’ Agnese su un’auto civetta della polizia che lo ha trasferito in carcere.

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